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grammatica in italiano   SECONDA LEZIONE

L’articolo – il sostantivo – l’accusativo e l’aggettivo

L’ARTICOLO

Da ricordare: l’articolo è quella piccola parola usata dinnanzi al sostantivo per esprimerne la definitezza o la generalità.

L’articolo determinativo in Esperanto è solo uno, uguale per tutti i sessi, casi e numeri (dunque, invariabile per genere, caso e numero grammaticale, ovvero singolare e plurale). E’ esattamente:

la

che sostituisce le forme italiane:  il, lo, la, i, gli, le. Esempi:

La homo                                  l’uomo

la abelo (talvolta l’ abelo)     l’ape

la libroj                                     i libri

la patrinoj                                le madri.

Abitualmente e soprattutto nelle poesie, o quando l’eufonia lo permette, si può usare il suddetto unico articolo con una elisione della vocale. Esempi:

de l’ animo                               dell’anima

ĉe l’ patro                                 presso il padre.

I nomi propri e i titoli che precedono i nomi propri NON possono avere subito davanti a sé l’articolo. Esempi:

[sen artikolo]                    Italujo                                      l’Italia

[kun la artikolo]               la bela Italujo                         la bella Italia

[sen artikolo]                    Doktoro Zamenhof               il dottor Zamenhof

[kun la artikolo]               la bona D-ro Zamenhof       il buon dottor Zamenhof.

In Esperanto non esiste proprio l’articolo indeterminativo, né quello partitivo (rispettivamente in italiano: un, una –  del, degli, della, delle, dei). Esempi:

Bona patrino                =                      (una) buona madre

Bonaj patrinoj              =                      (delle) buone madri.

IL SOSTANTIVO

Da ricordare che il “sostantivo” esprime un’idea (un nome) di un’entità concreta o astratta, come per esempio: hundo, Ŝekspiro, Versajlo, belo, martelo … (in italiano: cane, Shakespeare, Versaille, il bello, martello …)

In Esperanto il sostantivo è sempre caratterizzato dalla seguente finale

-o

che viene aggiunta alla radice della parola. Esempi:

Patr-                        padre

kat-o                           gatto.

La radice è quell’elemento invariabile della parola che è segnato nei vocabolari.

GENERE

In Esperanto si distinguono tre generi, essi sono:

il maschile                    per indicare soggetti (persone o animali) di sesso maschile

il femminile                   per indicare soggetti di sesso femminile

il neutro                         per indicare soggetti nei quali non esiste o non si distingue il sesso.

Dunque, in italiano, ad esempio, padre sarà di genere maschile / Musa di genere femminile e tavola di genere neutro.

Per ottenere la forma femminile da un sostantivo maschile, si aggiunge davanti alla finale  –o  il suffisso  –in– . Esempi:

reĝ-o = re                    reĝ-in-o  = regina

kuz-o = cucino            kuz-in-o = cugina.

NUMERI grammaticali

In Esperanto si distinguono due numeri grammaticali: il singolare e il plurale.

Per ottenere il plurale è sufficiente aggiungere al singolare la desinenza    –j.  Esempi:

la patro                         la patro-j

la reĝino                       la reĝino-j

la tablo                         la tablo-j

L’ACCUSATIVO

Da ricordare: il caso “accusativo” è una declinazione in diverse lingue che esprime con precisione il complemento oggetto del verbo.

Praticamente si tratta di un passaggio di azione da una persona (o cosa) [detto anche grammaticalmente “nominativo“] verso un’altra persona (o cosa) [detto anche “complemento diretto” o “complemento oggetto”], lasciando invariabile il nome di chi agisce (persona o cosa che compie l’azione) e ponendo il nome di chi o che cosa riceve l’azione nel cosiddetto “caso accusativo“.

L’accusativo in Esperanto si segna aggiungendo una

-n

alla terminazione del sostantivo (o dell’aggettivo, o del pronome). Esempio:

La infano legas la libro-n.                Il bambino legge il libro.

Per capire se utilizzare l’accusativo, o non, è sufficiente valutare attentamente e subito il verbo, se è cioè transitivo o intransitivo [*]

Per essere sicuri, poi ci si deve domandare: Chi compie l’azione? Se è chiaro il nome di chi agisce, l’altro nome (persona o cosa) sarà sicuramente quello su cui passa l’azione.

  • (in italiano questo viene abitualmente espresso dall’ordine delle parole: Pietro ama Paolo. Paolo ama Pietro)

Esempio:

La patro amas la filoj-n                   Il padre ama i figli

Domanda: Chi è colui che ama? Risposta: Il padre

[poiché i figli sono quelli amati … essi ricevono l’azione, hanno bisogno della forma grammaticale dell’accusativo]

Ma se in Esperanto si scrive: La filojn amas la patro.  … il significato non cambia!

In Esperanto senza problemi si possono scambiare le posizioni del soggetto e del nome all’accusativo, poiché l’accusativo è ben determinato dalla desinenza   –n.

_____________________

[*]    Ovviamente, con i verbi che non esprimono un’azione ma un modo di essere (verbi intransitivi) non si usa mai l’accusativo. Sull’uso dell’accusativo se ne parlerà ancora in un’altra lezione.

L’AGGETTIVO

Da ricordare che l’aggettivo è un tipo di parola che esprime un’idea di qualità, relazione o determinazione vista come appartenente a qualcuno o qualcosa.

L’aggettivo in Esperanto si forma aggiungendo la desinenza

-a

alla radice e – importante ! – senza distinzione tra i generi. Esempi:

Bon-a              in italiano:  buono, buona

Blank-a            in italiano:  bianco, bianca

Patr-a               in italiano:  paterno, paterna

Patrin-a            in italiano:  materno, materna

La formazione del plurale per gli aggettivi è uguale come per i sostantivi: si aggiunge la desinenza   -j  alla   -a dell’aggettivo. Esempi:

Bon-a-j            in italiano:  buoni, buone

Blank-a-j         in italiano:  bianchi, bianche

Patr-a-j            in italiano:  paterni, paterne

Patrin-a-j         in italiano:  materni, materne

Se il nome (sostantivo, singolare o plurale) ha bisogno dell’accusativo, anche il corrispondente aggettivo ha bisogno dell’accusativo (la desinenza   –n). Esempi:

bona      —–   bon-a-n

bonaj     —–   bon-a-j-n

Mi amas la bonajn infanojn.

Io amo i buoni fanciulli.

blanka   —–   blank-a-n

blankaj  —–   blank-a-j-n      ecc. ecc.

Ludoviko deziras blankajn hundojn.

Ludovico desidera dei cani bianchi.

 

 

ESERCIZIO DI LETTURA E TRADUZIONE

della 2a lezione:

La patro – La patrinoj – La bona filo – La belaj nevinoj kaj la honesta onklo – La bona nevo estas honesta . La onklo estas la frato de l’ patro aŭ de l’ patrino, kaj la nevo estas la filo de l’ frato aŭ de l’ fratino. La onklino havas du belajn infaninojn. La kato kaj la hundo estas en la domo – Bela vetero – La vetero estas bona – La suno estas en la ĉielo kaj tial la tago estas varma – La ĉambro havas pordon kaj fenesrojn – Kajeroj, libroj, plumoj, krajonoj k.t.p. estas sur la tablo de la ĉambro – Sur la seĝo estas ĉapelo kaj sur la ĉapelo estas muŝo.

VOCABOLARIETTO

della 2a lezione:

Nomi :

ĉambro = camera, stanza

ĉapelo = cappello

ĉielo = cielo

domo = casa, abitazione

fenestro = finestra

filo = figlio

frato = fratello

hundo = cane

infano = bambino, fanciullo

kajero = quaderno

kato = gatto

krajono = matita

libro = libro

muŝo = mosca

nevo = nipote (di zio)

onklo = zio

patro = padre

plumo = penna

pordo = porta

seĝo = seggiola, sedia

suno = sole

tablo = tavolo

tago = giorno

vetero = tempo (atmosferico)

aggettivi:

bela = bello, bella

bona = buono, buona

honesta = onesto, onesta

varma = caldo, calda

verbi:

estas = sono, sei, è, siamo, siete, sono

havas = ho, hai, ha, abbiamo, avete, hanno (La desinenza –as indica il presente del verbo e vale per tutte le persone (al singolare e al plurale).

parole invariabili:

aŭ = o, oppure

de = di

du = due

en = in

kaj = e

k.t.p. (kaj tiel plu) = e così via, eccetera, ecc.

sur = su

tial = perciò.

(continua)

copertina-grammatica

Esperanto: A Language For Everyone :

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