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grammatica in italiano  TERZA LEZIONE

 

il verbo – l’avverbio – il prefisso “mal” – i suffissi “et”, “eg” – la negazione

IL VERBO

Da ricordare: il verbo è una parola che esprime un’azione o uno stato attribuito al soggetto.

Quando si tratta di una azione, di solito si indica anche l’oggetto a cui essa è diretta.

Il verbo, parola principale della frase, è caratterizzato da:

–         tempi (passato/presente/futuro)

–         modi (della realtà, della possibilità, della volontà ovvero finiti e indefiniti)

–         voci (attive, passive, riflessive, transitive, intransitive …)

–         aspetti (di azione iniziale, subitanea, continuativa, ripetitiva, conclusiva)

a volte espresso in Esperanto con l’aiuto di suffissi o prefissi particolari (ad esempio: -ig-,  -iĝ-, -ad-, ek-, el-, ecc.).

In Esperanto ci sono solo 6 forme verbali semplici che valgono per tutti i verbi senza eccezione:

-l’infinito

-il presente

-il passato

-il futuro

-il condizionale

-l’imperativo

Per le altre forme verbali più complesse (participi e gerundi) si vedrà invece nella settima lezione.

 

FORME VERBALI SEMPLICI

[  -i   -as   -is  -os  -us   -u  ]

1) infinito:    -i

(in italiano: -are, -ere, -ire   ovvero le tre coniugazioni verbali)

viene in Esperanto espresso dalla terminazione      -i

diri = dire                

fari  =  fare              

ludi  =  giocare          

skribi   =   scrivere

____________________________

2) presente:     -as

è indicato dalla terminazione                                -as

Mi manĝ-as  =  Io mangio        

Ili san-as  =  Essi stanno bene

Paŭlo leg-as  =  Paolo legge    

Ni parol-as  =  Noi parliamo

 

Questa desinenza vale per tutte le persone e i numeri, ma naturalmente deve sempre essere indicato il soggetto (che in Italiano a volte può essere omesso).

____________________________

3) passato:     -is

è indicato dalla terminazione                               -is

Mi manĝ-is   =   (io) mangiai, (io) mangiavo

Paŭlo vid-is  =  Paolo vide, Paolo vedeva

Ni marŝ-is  =  (noi) camminammo, (noi) camminavamo

Questa terminazione vale dunque sia per l’imperfetto italiano (mangiavo) che per il passato remoto (mangiai)

____________________________

4) futuro:     -os

è indicato dalla terminazione                                -os

Mi manĝ-os   =   (io) mangerò

Paŭlo vid-os  =  Paolo vedrà

Ni marŝ-os  =  (noi) cammineremo

N.B. – La  lingua internazionale, se confrontata con le lingue etniche, nella scelta dei tempi o dei modi è rigorosamente logica e lineare.

 

Dunque una frase come la seguente:

Domani parto per Parigi

che contiene l’idea del futuro, si dovrà tradurre con il futuro:

Morgaŭ mi foriros al Parizo

____________________________

5) condizionale:     -us

è indicato dalla terminazione                               -us

Ili labor-us  =  essi lavorerebbero

Ludoviko promen-us  =  Lodovico passeggerebbe

Se vi estus bona, vi estus kontenta  =  Se foste buono, sareste contento

(nel terzo esempio, in entrambe le frasi si usa il condizionale: una frase dipende dall’altra)

____________________________

6) imperativo:     -u

è indicato dalla terminazione                               -u

Ni laboru kaj esperu!   =   Lavoriamo e speriamo!

Alcune particolarità dell’imperativo:

con la seconda persona singolare e plurale (tu, voi) il pronome di solito si omette:

Manĝu      =      mangia! mangiate!

Il congiuntivo in Esperanto non esiste. Quando la frase dipendente italiana implica un’idea di comando, desiderio, necessità o simili, in essa si dovrà usare l’imperativo:

Voglio che veniate   =   (in Esperanto si ragiona così   Voglio: venite)

Mi volas, ke vi venu.

Analogamente, se sarà inclusa un’idea di futuro, ecc… nella frase dipendente si userà pure il futuro:

Credo che venga   =   (in Esperanto si ragiona così     Credo: verrà)

Mi kredas, ke li venos

La  lingua internazionale, se confrontata con le lingue etniche, nella scelta dei tempi o dei modi si conferma rigorosamente logica.

____________________________

L’AVVERBIO

Da ricordare: come accanto al sostantivo, per meglio colorirlo, poniamo l’aggettivo e diciamo ad esempio salita faticosa, così accanto al verbo, a spiegare e a colorire l’azione da esso espressa, usiamo porre una forma speciale di aggettivazione che è detta avverbio (dal latino ad verbum, che significa “accanto al verbo”) e diciamo ad esempio: salire faticosamente).

In Esperanto, l’avverbio può essere di due tipi:

a)      può essere “radicale”  (può avere cioè in sé il proprio significato, come tiel  =  così   oppure morgaŭ  =  domani

b)      o può derivare da altre radici, alle quali si aggiunge una:

-e

(come in Italiano     -mente).

Esempi:

Patr-e  =  paternamente                         (da   patr-o   =   padre)

Diligent-e  =  diligentemente          (da   diligent-a  =  diligente)

Flu-e  =  correntemente                         (da   flu-i  =  scorrere)

– o O o –

 
PREFISSI  e  SUFFISSI – Approfondimenti

——-

(l’elenco completo dei prefissi e dei suffissi è visibile in : 

https://lingvovojo.wordpress.com/2013/12/31/prefiksoj-kaj-sufiksoj/   )

-et-

è un suffisso, indica “forte diminuzione” – Non si applica solo ai sostantivi (nomi), ma anche ad aggettivi, avverbi e anche verbi.  Esempi:

Dom-et-o  =  casetta                                (da  dom-o   =   casa)

bel-et-a  =  bellino                                    (da  bel-a   =   bello)

kant-et-i  =  canterellare                            (da  kant-i   =  cantare)

-eg-

è un suffisso, indica “forte accrescimento”. Esempi:

Pord-eg-o  =  portone                       (da  pord-o   =   porta)

fort-eg-a  =  robustissimo                  (da  fort-a   =   forte)

pluv-eg-i  =  diluviare                         (da  pluv-i   =   piovere)

mal-

è un prefisso, indica “il contrario”, la “negazione assoluta” (come in Italiano: accorto  e   malaccorto 

o in Francese: heureux   e   malheureux )

ne

ne            può essere usato a modo di prefisso, indica “negazione”.

N.B. – Quando non si vuole indicare il contrario assoluto (mal-), si adopera come prefisso la particella ne-

Esempi:

ne-utila  =  inutile                                    (da  util-a   =   utile)

mal-utila  =  nocivo                                     ”  “

ne utila  =  non utile                                    ”  “

 

LA NEGAZIONE

ne

Il    ne    isolato corrisponde all’italiano  non,  no   in frasi negative. Esempi:

Mi ne estas kontenta   =  Io non sono contento

Ne, tiel mi volas  =  No, voglio così.

N.B. – In una stessa frase negativa non si possono mai trovare due negazioni, in quanto due negazioni affermano (come in inglese)

Mi neniam estas kontenta  =  Non sono mai contento

(neniam  =  non… mai).

VOCABOLARIETTO

della 3a lezione:

Aŭtuno   =  autunno

birdo  =  uccello

frosto  =  gelo

frukto  =  frutto

jaro  =  anno

kampo  =  campo

lano  =  lana

neĝo  =  neve

nomo  =  nome

printempo  =  primavera

sezono  =  stagione

somero  =  estate

strato  =  strada

vintro  =  inverno

Certa  = certo

feliĉa  =  felice, fortunato

lasta  =  ultimo

longa  =  lungo

multa  =  molto (aggettivo)

Ami  =  amare

diri  =  dire

fali  =  cadere

forgesi  =  dimenticare

kovri  =  coprire

morti  =  morire

permesi  =  permettere

porti  =  portare

posedi  =  possedere

povi  =  potere

promeni  =  passeggiare

suferi  =  soffrire

veni  =  venire

vesti  =  vestire (qualcuno)

Baldaŭ  =  presto

ĉar  =  poiché

ĉiu  =  ogni, ognuno (ĉiuj  =  tutti)

kelka  =  qualche  (kelkaj  =  alcuni)

kiel  =  come

kiu  =  chi, che (il quale…)

kvar  =  quattro

ni  =  noi

ofte  =  spesso

post  =  dopo; dietro

pro  =  per, in causa di

tra  =  attraverso

tre  =  assai (serve a formare il superlativo: tre bone  =  benissimo)

ESERCIZIO

            Ĉiu jaro havas kvar sezonojn: la printempon, la someron, la aŭtunon, la vintron. La printempo estas tre bela sezono, kaj ĉiuj amas la printempon. Baldaŭ venos la somero: la tagoj estos tre longaj kaj varmaj aŭ varmegaj. La vetero certe permesos belajn promenojn tra la kampoj. Poste ni havos aŭtunon. En la lasta jaro la aŭtuno ne portis multajn fruktojn, ĉar la vetero estis malvarmeta kaj en kelkaj tagoj malvarma. La vintro havis malvarmegajn tagojn: la neĝo ofte falis kaj kovris domojn, stratojn, kampojn k. t. p. Se ni ne posedus lanajn vestojn, ni tre suferus kaj, kiel la malfeliĉaj birdetoj, povus morti pro frosto. Diru Esperante (aŭ: en Esperanto), en kiu sezono ni estas. Mi forgesis la Esperantan nomon de la sezono, en kiu ni estas.

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