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Q U A R T A       L E Z I O N E

possessivi

pronome – aggettivi e pronomi possessivi –

interrogazione – parole composte –

suffissi: –ist-, -ul-, -an-, -il-

IL PRONOME

Da ricordare: il pronome è quella parte variabile del discorso che fa le veci del nome. La parola “pronome” deriva infatti dal latino  pro  che vuole dire:  invece di …,  in luogo di …)

 

Per chiarire: è bene sapere che le parole che si classificano come “pronomi”  non hanno comunque tutte la stessa caratteristica. Infatti:

  • possono sostituire un nome o una idea precedentemente espressa (egli, essa …)
  • possono essere essi stessi quasi un nome o una idea (qualcuno,  niente …)
  • o avere una funzione determinativa, che serve cioè a individuare (quale, qualche …)

Ci sono diversi tipi di pronome, dunque: personali, possessivi, dimostrativi, relativi, interrogativi, collettivi, indefiniti e negativi.

PRONOMI PERSONALI

In Esperanto i pronomi personali sono:

mi          (io)

(ci), vi     (tu)           “ci” è confidenziale, ma viene più spesso usato “vi”, in esperanto (*)

li            (egli, lui)    individui di sesso maschile

ŝi           (ella, lei)    individui di sesso femminile

ĝi           (esso, essa)   genere neutro (né di sesso maschile, né femminile)

ni           (noi)

vi           (voi)  (Lei   con tono reverenziale)

ili           (essi, esse)  maschile, femminile, neutro

I pronomi personali possono prendere la desinenza dell’accusativo. Esempi:

Egli ti salutava.   (= salutava te)               Li salutis vin.  

Carlo mi vede.   (= vede me)                    Karlo vidas min.

Pietro lo accolse   (= accolse lui)   freddamente.      Petro akceptis lin malvarme.

Laviamoci!    (= noi laviamo noi!)              Ni lavu nin!

Possono prendere, davanti a sé, anche la preposizione richiesta dal senso. Esempi:

Maria le scrisse   (= scrisse a lei)   una lettera.      Mario skribis al ŝi leteron.

Egli ci darà   (= darà a noi)   due mele.                  Li donos al ni du pomojn.

Non ci credo.   (= io non credo a ciò)                     Mi ne kredas al tio.

Gèttavi un euro   (= getta in esso, per esempio in un vassoio)

                 Ĵetu en ĝin unu eŭron.

IL PRONOME RIFLESSIVO

 “si

I pronomi   sé  si  si chiamano “riflessivi” perché fanno in modo che l’azione espressa dal verbo si “rifletta” sul soggetto. In esperanto viene tradotto “si” allo stesso modo per tutti i generi (maschile, femminile e neutro) e per tutti i numeri (singolare e plurale).

Si riferisce sempre al soggetto della frase in cui si trova (anche se secondaria o infinitiva) e quindi non può mai fare da soggetto esso stesso.  Esempi:

Egli si lava.   (= lava se stesso)                      Li lavas sin.                                       

Lei si lava.    (= lava se stessa)                       Ŝi lavas sin.

Essi (o esse) si pettinano.  (= pettinano se stessi/e)   Ili kombas sin.

Quel verbo richiede dopo di sé l’accusativo.  Tiu verbo postulas post si la akuzativon.

IL PRONOME INDEFINITO

oni”

Il pronome indefinito oni è quello che corrisponde  al   si  italiano  (al francese   on   e al tedesco   man)nei casi in cui il soggetto è una persona indeterminata. Esempi:

–  Si dice.                                           Oni diras.

–  Si lavora molto quando si sta bene.   Oni multe laboras, kiam oni bone fartas.

Contrariamente a   li,  ŝi,  ĝi  [ che sono dei pronomi]-  è quasi un nome.

Oni    può essere tradotto letteralmente in italiano così: “qualcuno non ben precisato”.

aggettivi e pronomi POSSESSIVI

AGGETTIVI POSSESSIVI

Come tutti gli altri aggettivi, anche quelli possessivi si formano in esperanto aggiungendo (ai pronomi personali) la desinenza    -a     Essi rifiutano sempre l’articolo  la

mia                 mio, il mio

(cia)  via            tuo, il tuo

lia                    suo, di lui – il suo

ŝia                   suo, di lei – il suo

ĝia                  suo (riferito al neutro) – il suo

nia                  nostro, il nostro

via                   vostro, il vostro

ilia                   loro, di loro – il loro

sia            suo, proprio, di lui, di lei, di loro

N.B. – Sia non può mai andare unito al soggetto di una frase, cioè non può esso stesso fungere da soggetto; del resto, come abbiamo visto, anche il pronome riflessivo “si” non può essere mai adoperato come soggetto. Pertanto:

si può dire, secondo  la situazione:  lia, ŝia, ĝia … libro estas nova.

mai si potrà dire: “sia libro estas nova”  (non avrebbe senso, non si comprenderebbe il possessore del libro nuovo).

 

Esempi su come usare gli aggettivi possessivi:

 

–  Giovanni ha i suoi   (di una terza persona maschile)   libri.

Johano havas liajn librojn.

–  Giovanni ha i suoi   (suoi propri)  libri.

Johano havas siajn librojn.

–  Lo zio è nel giardino con suo nipote e il suo   (dello zio)   amico.

La onklo estas en la ĝardeno kun sia nevo kaj sia amiko.

–  Lo zio è nel giardino con suo nipote e il suo   (del nipote)   amico.

La onklo estas en la ĝardeno kun sia nevo kaj lia amiko.

I PRONOMI POSSESSIVI

Da ricordare: i pronomi possessivi sostituiscono sempre un sostantivo (nome) e in più mostrano anche il possessore.

In esperanto essi sono formati come gli aggettivi [con desinenza   –a]   e possono avere, o no, l’articolo.

La frase italiana:

– Io ho il mio libro e il suo.

Può essere tradotta in Esperanto in due modi, ugualmente corretti:

a)  Mi havas mian libron kaj lian.

b)  Mi havas mian libron kaj la lian.

INTERROGAZIONE:

ĉu

Tutte le frasi interrogative che non contengano alcun’altra parola interrogativa devono essere precedute dalla particella      ĉu       che significa: forse che?

–  State bene ?                                        Ĉu vi fartas bone ?

–  Avete imparato l’ultima lezione ?            Ĉu vi lernis la lastan lecionon?

Ma, quando la domanda inizia con altre parole interrogative, quali ad esempio i pronomi correlativi (Chi? Che cosa? Come? ecc.)  che verranno trattati nella decima lezione, non si fa uso della particella  ĉu.

–  Chi è il ladro ?           Kiu estas la ŝtelisto ?

–  Come state ?            Kiel vi fartas ?

Infine, nelle frasi interrogative INDIRETTE  (se ne parlerà alla undicesima lezione) si usa pure il   ĉu  che  equivale al nostro   se   dubitativo. Esempio:

–  Io non so se il tempo sia bello.      (non so: il tempo è bello?)

Mi ne scias, ĉu la vetero estas bela.

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LE PAROLE COMPOSTE

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Il numero  di vocaboli che deve apprendere chi studia l’esperanto è notevolmente ridotto, rispetto alla quantità di parole che si devono apprendere con le lingue nazionali; questo non solo  grazie all’uso di radici – prefissi e suffissi  rigorosamente coerenti  e stabili, che semplificano la formazione di parole nuove – ma anche grazie all’uso delle parole composte.

Prendiamo come esempio la parola   scrivania      (=tavolo per scrivere)

che tiene in sé due concetti:  tavolo   e    scrittura   (tablo    e   skribo)

 

In esperanto viene tradotta  così:     skribotablo

Alcune regole per la formazione delle parole composte

In esperanto la parola principale (più definita, in questo caso il tavolo) di solito viene messa dopo, mentre la parola secondaria e determinante (che serve a definire, in questo caso la scrittura) viene posta prima.  Si noterà che l’ordine di posizione in esperanto è  spesso inverso a quello italiano.

Lo si vede bene nelle seguenti parole composte:

macchina da scrivere                  in esperanto:    skribmaŝino

scrittura a macchina                   in esperanto:    maŝinskribo

In questi due esempi si nota anche che, nel formare le parole composte, di solito viene eliminata la desinenza della parola che sta prima  (skribmaŝino  è preferibile a skribomaŝino; maŝinskribo  è preferibile a maŝinoskribo,  per un motivo di semplificazione)

Lingvo-vojo, invece,  il nome dato a questo blog, è preferibile a “lingvvojo” , che è più difficilmente pronunciabile).

Alcuni altri esempi di parole composte:

multenombra  =  numeroso            da multe = molto   e nombro = numero

unutaga  =  di un giorno                 da unu = uno    e   tago = giorno

unuataga = del primo giorno          da unua = primo   e  tago = giorno

antaŭvidi = prevedere                    da antaŭ = avanti   e   vidi = vedere

vaporŝipo =  nave a vapore            da vaporo = vapore   e  ŝipo = nave

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ALTRI SUFFISSI

-ist-    -ul-    -an-    -il- 

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  • -ist-               indica in Esperanto la professione o l’occupazione abituale:

Dent-ist-o = dentista                                  (dent-o  =  dente)

Mar-ist-o  =  marinaio                                 (mar-o   =  mare

Ŝtel ist o   =  ladro                                     (ŝtel-i  =  rubare)

  • -ul-                 indica l’individuo caratterizzato da una data qualità. Viene usato quando il concetto di individuo non è presente nella radice stessa. E’ inutile infatti dire patr-ul-o poiché patr-o  implica già l’idea di un individuo:

Bon-ul-o  =  persona buona             (bon-a   =  buono)

Riĉ-ul-o  =  persona ricca                 (riĉ-a   =   ricco)

Kuraĝ-ul-o  =  persona coraggiosa     (kuraĝ-o   =  coraggio)

  • -an-               indica il seguace, il partigiano di una idea politica o simili; il membro di una società; l’abitante di una città o paese:

Krist-an-o  =  cristiano                              (Krist-o   =  Cristo)

Grup-an-o  =  membro d’un gruppo            (grup-o   =  gruppo)

Rom-an-o  =  romano                                (Rom-o   =  Roma)

  • -il-                 indica l’oggetto, lo strumento con cui si compie una data azione:

Tranĉ-il-o  =  coltello                         (tranĉ-i   =  tagliare)

Komb-il-o  =  pettine                          (komb-i   =  pettinare)

Ŝlos-il-o  =  chiave                             (ŝlos-i   =  chiudere a chiave)

VOCABOLARIETTO DELLA QUARTA LEZIONE

(nomi)

Biblioteko = biblioteca

Butiko = bottega

Doktoro (D.ro, D-ro) = dottore

Eneido = Eneide

Fero = ferro

Hamleto = Amleto

Kliento = cliente

Objekto = oggetto

Profesoro = professore

Roman-o = romanzo

Rom-ano = romano

Rusto = ruggine

Urbo = città

(aggettivi)

Lerta = abile, bravo

Plena = pieno

Riĉa = ricco

Stranga = strano

Volonta = volonteroso

(verbi)

Aĉeti = comprare

Akompani = accompagnare

Devi = dovere

Donaci = regalare

Iri = andare

Legi = leggere

Tondi = tagliare (con forbici)

Tranĉi = tagliare

Vendi = vendere

Verki = comporre, scrivere (un’opera)

Voli = volere

(diversi tipi di parole)

al = a, verso

ankaŭ = anche

antaŭ = innanzi (tempo, luogo)

(antaŭe = prima)

Ĉe = presso, in casa di

Ĝis = fino a

Hieraŭ = ieri

Jam = già

Jes = sì

Kun = con

Nek… nek…  =  né… né…

Nun = ora

Preskaŭ = quasi, pressoché

Sed = ma

Tiu = quello

ESERCIZIO

(di lettura e traduzione)

– Mi devas aĉeti multajn objektojn: ĉu vi povas veni kun mi? –

– Jes, mi volonte vin akompanos. –

– Ni iru, antaŭe, ĝis la butiko de la libristo. Mi deziras aĉeti kelkajn Esperantajn librojn. Mi jam posedas kelkajn romanojn de D.ro Vallienne, tre lerta Esperanta verkisto: nun mi volus legi en Esperanto ankaŭ Eneidon kaj Hamleton. Mi volus ankaŭ aĉeti kelkajn librojn, kiujn mi donacos al profesoro Nigro kaj al lia filino. Ŝi tre amas legi kaj ŝia biblioteko estas tre riĉa: ĝi (en)havas multajn librojn. –

– Preskaŭ ĉiuj urbanoj estas klientoj de tiu libristo, ĉar li estas honestulo. –

– Antaŭhieraŭ mi estis kun li ĉe la fervendisto, sed nek mi povis aĉeti la tondilon, kiun mi deziris, nek li la tranĉilon, ĉar ili estis rustoplenaj. –

– Strange! –

____________________________

(*)  “ci”  si pronuncia come la z  di  “terzo”

nell’uso della lingua, internazionalmente, ha prevalso l’uso del pronome “vi” anche per la seconda persona singolare;  “ci” è confidenziale ma nella comunicazione internazionale troppa confidenza aveva causato delle seccature, dunque lo stesso Zamenhof, per eliminare ogni imbarazzo, ha consigliato questa soluzione: dire a tutti solo “vi”. Di solito si usa    ci   (= tu) per fare una distinzione, richiesta dalle traduzioni, per indicare espressamente la familiarità, l’amicizia.

 

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