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Image QUINTA LEZIONE

La esperantan version de ĉi tiu leciono vi trovos ĉe la venonta blog-ero.

I GRADI DI COMPARAZIONE

DELL’AGGETTIVO QUALIFICATIVO

L’aggettivo qualificativo ha la proprietà di esprimere non solo la qualità, ma anche la misura di essa nelle sue varie gradazioni, tramite il paragone tra due o più termini di comparazione. I gradi di comparazione degli aggettivi sono tre: di uguaglianza, di maggioranza e di inferiorità.

1) comparativo di uguaglianza: cosìcome …; [tanto] … [quanto] …

si esprime in esperanto con: tielkiel

ESEMPI:

– Paŭlo estas tiel bona, kiel Petro [Paolo è (così) buono come Pietro]

– Ĉu ŝi estas tiel bona, kiel bela?   [E’ tanto buona quanto bella?]

2) comparativo di maggioranza: piùdi

si esprime con pli … seguito dalla congiunzione ol

ESEMPI:

La ŝtalo estas pli malmola ol la ligno   [L’acciaio è più duro del legno]

La suno estas pli granda ol la luno     [Il sole è più grande (maggiore) della luna]

3) comparativo d’inferiorità: menodi

si esprime con malpli … seguito dalla congiunzione ol

ESEMPI:

La kato estas malpli fidela ol la hundo [Il gatto è meno fedele del cane]

Ĉu Petro estas malpli forta ol Johano? [Pietro è (forse) meno forte di Giovanni?]

Il grado SUPERLATIVO

Se la qualità è espressa al grado massimo abbiamo il “grado superlativo”, distinguibile in due tipi:

a) superlativo “assoluto” (cioè senza confronto con un altro termine) =   -issimo in italiano;

si esprime in esperanto con “tre” ( = molto ) messo davanti all’aggettivo (o anche all’avverbio o verbo)

ESEMPI:

La vetero hodiaŭ estas tre bela   [Oggi il tempo è bellissimo]

Tre bone!     [Benissimo!]

b) superlativo “relativo“, che può essere relativo di superiorità o relativo di inferiorità.

Il grado superlativo di SUPERIORITA’

 il piùdi …,     il piùfra

si esprime con (la) plejel

La plej fidela el la amikoj de la homo estas la hundo

[Il più fedele fra gli amici dell’uomo è il cane]

– Kiu estas la plej diligenta el ili?

[Chi è il più diligente fra loro?]

– Johano estas la plej diligenta el ni: li estas la plej diligenta viro en la vilaĝo

[Giovanni è il più diligente di noi: è l’uomo più diligente (fra tutti) nel villaggio]

Attenzione: Quando si tratta di due persone od oggetti soltanto, non si usa il superlativo (plej) ma il comparativo (pli) accompagnato però sempre dalla particella el … (anziché ol)   in quanto resta pur sempre un confronto al massimo grado (“il più fra” due, non uno “più di” un altro).

Il grado superlativo di INFERIORITA’

il menodi …,     il menofra

si esprime con (la) malplejel

Analogamente si procede con il superlativo relativo di inferiorità, per il quale basta anteporre il prefisso mal- (che indica sempre il contrario)

ESEMPI:

– Li estas la malplej honesta el siaj kunuloj

[E’ il meno onesto fra i suoi compagni]

   kunulo   =   kun + ulo     è una parola composta

– Eĉ la malplej forta insekto povas ĝeni la leonon

[Persino l’insetto meno forte (sottinteso fra tutti) può dar noia al leone]

INFINE

Tra i comparativi – non nel significato ma almeno nella forma – si possono inserire quelli che in esperanto vengono classificati “komparoj paraleligaj” (comparazioni parallele) nelle frasi in cui una azione va in parallelo con un’altra a cui è collegata, come nel seguente esempio:

ESEMPIO:

Ju pli li manĝas, des pli li manĝus     [Quanto più mangia, tanto più mangerebbe]

dove la coppia: ju plides pli …     cioè quanto piùtanto più …., esprime comunque un raffronto.

Analogamente, per il grado di inferiorità:

ju plides malpli …     cioè quanto piùtanto meno

♣ ♣ ♣

USI DELL’ACCUSATIVO

-n

Oltre che il complemento oggetto (azione che passa da un soggetto a un oggetto – vedi lezione seconda) l’accusativo può indicare in esperanto anche la direzione, il tempo, la misura.

Direzione

Il movimento verso un luogo, se non è già indicato da una preposizione di moto ( al = a, verso; ĝis = fino a), si segna mettendo in accusativo la parola che indica la meta del movimento.

Vado a Roma:

Mi iras en Romon (idea di movimento, di entrata in Roma)

Mi iras Romon     (stessa idea di movimento, semplificata maggiormente)

Mi iras al Romo     (la preposizione al   non richiede l’accusativo, perché essa stessa già indica la destinazione)

Invece:

Sono a Roma (= in Roma)   Mi estas en Romo (idea di stato, di essere, di trovarsi dentro la città)

Nella frase seguente occorre distinguere i due significati possibili e diversi:

La mosca vola nella stanza     

  1. se la mosca è nella stanza e vi vola: stato, oppure moto all’interno di un luogo chiuso = non si usa l’accusativo

la muŝo flugas en la ĉambro

  1. se invece la mosca è fuori della stanza e vola verso essa: moto = allora si usa l’accusativo

la muŝo flugas en la ĉambro-n

Tempo

Si usa anche l’accusativo per indicare il tempo: la data, la durata dell’azione.

Martedì [data] verrò da voi    

Mardo-n (dato) mi venos ĉe vi-n (moto)

Invece:

Martedì [soggetto] fu una bella giornata

Mardo (subjekto) estis bela tago

Viaggiai [durante] due mesi

Mi vojaĝis du monatoj-n (dum du monatoj)

Misura

L’accusativo indica pure il complemento di misura (peso, prezzo, lunghezza …)

La casa è alta 10 metri

La domo estas dek metroj-n alta   (La domo estas alta dek metroj-n)

Il libro pesa un chilogrammo

La libro pezas unu kilogramo-n

Ho pagato il mio soprabito 40 euro

Mi pagis mia-n palto-n (objekta komplemento), kvardek eŭroj-n (prezo)   (nota 1)

SUFFISSI

Approfondimenti

-ebl-     -ind-     -em-     -ec-     -aĵ-

-ebl-

indica “ciò che può essere (fatto, mangiato, ecc.)” cioè la possibilità passiva

(in italiano: -abile, -evole, -ibile)

Far-ebl-a            fattibile                         (da far-i = fare)

manĝ-ebl-a         mangiabile                   (da manĝ-i = mangiare)

ebl-e                  forse                            (suffisso trasformato in avverbio = possibilmente, forse)

-ind-

significa   degno di …

admir-ind-a            degno d’ammirazione, ammirabile

memor-ind-a          degno di memoria, memorabile

vid-ind-a                degno d’essere veduto

-em-

significa   “la tendenza a qualche cosa”

babil-em-a               ciarliero                        (da babil-i = ciarlare)

drink-em-a             beone (aggettivo)           (da drink-i = bere per vizio)

stud-em-a               studioso                      (da stud-i = studiare)

-ec-

indica   “qualità astratta”  

(in italiano: -ezza)

bel-ec-o            bellezza                       (da bel-a = bello)

bon-ec-o           bontà                           (da bon-a = buono)

fortik-ec-o         robustezza                   (da fortik-a = robusto)

Vitra glaso   è un bicchiere di vetro,   vitr-ec-a rigardo   uno sguardo vitreo (quando l’occhio ha l’aspetto, la qualità del vetro)

-aĵ-

indica   “la materia” , la “cosa concreta”

bon-aĵ-o            atto di bontà

fortik-aĵ-o          fortezza, forte (termine militare)

lan-aĵ-o              oggetto di lana

vidind-aĵ-o          cosa degna d’essere vista

VOCABOLARIETTO

(nomi):

amiko = amico

arko = arco (geom.)

bedo = aiuola

dianto = garofano

elektro = elettricità

folio = foglia, foglio

ĝardeno = giardino

ideo = idea

kamelio = camelia

lampo = lampada

mezo = mezzo, metà, punto medio

publiko = pubblico

rozo = rosa

speco = specie

vespero = sera

(aggettivi):

alia = altro

kara = caro

libera = libero

precipa = principale, precipuo

vera = vero

(verbi):

admiri = ammirare

akcepti = accettare

brili = brillare

danki = ringraziare

distri = distrarre, svagare

doni = dare

farti = stare (bene o male di salute)

konstrui = costruire

labori = lavorare

laŭdi = lodare

lumi = rilucere, dar lume

spiri = respirare

trovi = trovare

vidi = vedere

ĉi = particella indicante vicinanza: per esempio tiu = quello, tiu ĉi = questo

el = di, fra, fuori di

iom = alquanto, un po’

ĵus = testé, ora

kia = quale

kontraŭ = contro, verso     [kontraŭe = al contrario]

nur = solamente

por = per, a vantaggio di, a scopo di

si = sé

tio = ciò

unu = uno (numerale e pronome – vedere la prossima lezione n. 6 che sarà dedicata ai numerali))

ESERCIZIO

di lettura, scrittura e traduzone

Bonan tagon (nota 2), kara amiko! Kiel vi fartas? –

Tre bone, dankon. –

Kia bela tago! (noto 2) la vetero estas pli bela ol hieraŭ. Ĉu vi volas promeni kun mi tiun ĉi posttagmezon? –

Jes, mi danke akceptas. Ni iru en la publikan ĝardenon por spiri iom en libereco. Oni ĵus konstruis tre belan arkaĵon el folioj: tio estis vere laŭdinda ideo de la laborema ĝardenisto. El la bedoj oni vidas plej belajn rozojn kaj diantojn: ĉiuj admiras precipe kelkajn specojn de kamelioj, kiuj estas preskaŭ netroveblaj kaj el la plej maloftaj. En la ĝardeno vespere la elektraj lampoj donas lumon tiel brilan, kiel se estus tago, kaj oni renkontas la plej riĉajn kaj la plej mallaboremajn urbaninojn kaj urbanojn. Pli ol unu iras por distri sin post labortago, multaj kontraŭe iras nur por distri la aliajn. Ĉu ne vere?

(traduzione del testo)

Buon giorno (nota 2), amico caro! Come stai? –

Molto bene, grazie. –

Che bella giornata! (nota 2) il tempo à più bello di ieri. Vuoi passeggiare con me (durante) questo pomeriggio? –

Si, accetto con ringraziamento. Andiamo al giardino pubblico per respirare un po’ in libertà. Si è ora costruito (appena costruito) un bellissimo arco di foglie: ciò è stata davvero (veramente) una lodevole idea del giardiniere grande lavoratore. Fra le aiuole si vedono le più belle rose e garofani: tutti ammirano specialmente alcune specie di camelie, che sono quasi introvabili e tra le più rare. Nel giardino di sera le lampade elettriche danno una luce così brillante, come se fosse giorno, e si incontrano le cittadine e i cittadini più ricchi e sfaccendati. Più di uno va per svagarsi (svagare sé) dopo una giornata di lavoro, molti al contrario vanno solo per svagare gli altri. Non è vero?

 

_________________

Nota 1 – ma non si dirà: La prezo estas duoblan, il prezzo è doppio, perché si ha qui il predicato, e non un complemento oggetto di prezzo: perciò duobla.

Nota 2 – Si usa qui l’accusativo perché è sottinteso un verbo transitivo: io vi auguro (mi deziras al vi). Altrettanto si farà in casi analoghi, ma non in frasi come: Kia bela tago! Dove si sottintende il verbo “è” (estas)

La versione in esperanto di questa lezione la potrete trovare nel prossimo articolo

 

 comparativi di maggioranza

fino

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