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alcuni esempi SETTIMA LEZIONE

premessa

Per ricordare: occorre potere distinguere innanzitutto il genere del verbo, cioè se il verbo è “transitivo” oppure “intransitivo”:

  • i verbi transitivi (che transitano, che passano) sono quelli che esprimono un’azione (non uno stato), che passa dal soggetto che la compie su un oggetto (complemento diretto) che la riceve

Il sole illumina la terra – I genitori educheranno i figli

  • con i verbi intransitivi (che non transitano, non passano) l’azione o lo stato rimangono invece nel soggetto

Il sole brilla – Luigi dorme

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PARTICIPI   e   GERUNDI

 Per ricordare:

– Il participio è una variazione dell’infinito (modo verbale indefinito) e “partecipa” della natura del verbo e dell’aggettivo, per questo viene chiamato “participio”.  I participi esprimono un’azione che produce uno stato.  Il verbo essere (in Esperanto   esti  ) mostra il tempo di quello stato (in Italiano si usa anche il verbo avere). Il tempo dei participi mostra se l’azione è precedente, concomitante o successiva allo stato generato.

[In italiano ci sono solo due tempi, il presente (amante), il passato (amato) ]

Il gerundio è anch’esso una variazione dell’infinito ed esprime un’azione che si riferisce sempre ad un’altra espressa o sottintesa: sbagliando s’impara. [In italiano ci sono solo due tempi, il presente (sbagliando), il passato (avendo sbagliato)

In Esperanto vi sono tre participi attivi e tre passivi, e i tempi sono tre: presente, passato, futuro.

PARTICIPI  ATTIVI

-ant-     -int-     -ont-         +  desinenza  -a

CONIUGAZIONE DEI TEMPI COMPOSTI

  • I participi attivi in esperanto hanno per il presente il suffisso   -ant-, per il passato il suffisso   -int-, e per il futuro il suffisso   -ont- :   a questi suffissi va poi aggiunta la desinenza   -a

Parolanta   = che parla   (parlante)

Parolinta   =   che ha parlato

Parolonta =   che parlerà

Mortanta   = che muore   (morente)

Mortinta   = che è morto (morto)

Mortonta = che morrà   (morituro)

  • Con questi participi attivi e con il verbo   esti (=essere), che è in Esperanto l’unico ausiliare, si formano tutti i tempi composti.

Eccoli:

  • infinito passato: aver parlato,    esti parolinta
  • indicativo passato prossimo: ho parlato,    mi estas parolinta
  • trapassato prossimo e remoto: avevo   o ebbi parlato,     mi estis parolinta
  • futuro anteriore: avrò parlato,   mi estos parolinta ((sarò uno che ha parlato))
  • condizionale passato: avrei parlato,   mi estus parolinta

N.B. – Come già scritto nella terza lezione, il congiuntivo in Esperanto non esiste. Siccome nei participi in Esperanto l’unico ausiliare è il verbo essere (esti), si dovrà usare questo quando in italiano ci sarà il verbo avere, come viene evidenziato nel percorso logico e progressivo del seguente esempio. Se si deve tradurre in esperanto : avrò parlato:

  1. si comincia col prendere la forma del verbo essere corrispondente alla forma del verbo avere. Avrò è un futuro, dunque si userà il futuro del verbo essere = sarò
  2. ora sostituiamo ad   avrò parlato la forma equivalente con sarò: sarò stato parlante, (sarò uno che ha parlato)
  3. stato parlante, uno che ha parlato equivalgono al participio passato attivo: parolinta
  4. dunque la tradurzione di: avrò parlato   =   mi estos parolinta

BONE ATENTU!   Per evitare la pesantezza eccessiva, l’Esperanto preferisce – dovunque è possibile – le forme semplici alle forme composte. “Io ho scritto” corrisponderebbe a   mi estas skribinta, ma può bastare   mi skribis.

________________________

  • Col participio attivo si possono pure tradurre alcune frasi italiane formate col verbo stare che indicano certe modalità verbali.

                         Mi estas manĝanta            Io sto mangiando

                         Mi estis skribanta              Io stavo mangiando

                         Mi estas forironta              Io sto per partire

  • Invece che la desinenza   -a     ai participi si possono attaccare le desinenze   -e   ed   -o
  • L’   -e   serve ad indicare il modo avverbiale del verbo, ossia il gerundio italiano:

                                                       Dirante                      dicendo

                                                       Dirinte                        avendo detto

                                                       Amante                      amando

                                                      Aminte                        avendo amato

  • L’   -o   serve per indicare il participio sostantivo

                                                      La leganto                      colui che legge (il lettore)

                                                      La sendinto                    colui che ha spedito (il mittente)

                                                      La mortonto                   colui che morrà (il morituro)

PARTICIPI  PASSATI

coniugazione PASSIVA

-at-     -it     -ot-            +  desinenza   -a

  • I participi passivi si formano aggiungendo alla radice i suffissi   -at-, -it-,   -ot-,   rispettivamente per il presente, il passato e il futuro, e poi la desinenza   -a

Laborata                (che è) lavorato

Laborita                (che è stato) lavorato

Laborota               (che sarà) lavorato

  • Con i participi passivi ed il verbo   esti si forma la coniugazione passiva

Ecco i participi passivi:

  • infinito presente: essere amato,     esti amata
  • infinito passato: essere stato amato,     esti amita
  • indicativo presente: io sono amato,     mi estas amata
  • indicativo passato prossimo: io sono stato amato,     mi estas amita
  • indicativo imperfetto e passato remoto: io ero     o     fui   amato,     mi estis amata
  • indicativo trapassato prossimo e remoto: io ero   o   fui stato amato,     mi estis amita
  • indicativo futuro semplice: io sarò amato,     mi estos amata
  • indicativo futuro anteriore: io sarò stato amato,     mi estos amita
  • condizionale presente: io sarei amato,     mi estus amata
  • condizionale passato: io sarei stato amato,     mi estus amita.

BONE ATENTU! – Nella coniugazione italiana, il verbo essere si adopera sia come ausiliare dei verbi transitivi passivi (egli era lodato), sia come ausiliare dei verbi intransitivi attivi (egli era giunto). Essendo però il verbo lodare un “transitivo” e il verbo giungere un “intransitivo”, occorrerà in esperanto distinguere: nel primo caso si deve accompagnare il verbo essere con un participio passivo (li estis laŭdata), mentre nel secondo da un participio attivo (li estis alveninta)]    –    L’abitudine all’uso dell’Esperanto aiuterà nella scelta del participio corretto, grazie alla logica e alla sua regolarità, senza eccezioni.

  • La preposizione   da     che accompagna il verbo passivo si traduce con     de:

Paŭlo estas rigardata de Pietro   –   Paolo è guardato da Pietro

  • Come gli attivi, anche i participi passivi possono prendere la terminazione -e ed   -o :

Via protektato estas tre laborema   –   Il vostro protetto è molto laborioso

Esti laŭdate, ofte estas malbono   –   Essere lodato è spesso un male

Ĉiuj dormantoj vekiĝis timigite   –   Tutti i dormienti si svegliarono impauriti (impauritamente).

PREFIKSOJ   kaj   SUFIKSOJ

 bo-     ge-     pra-     -ig-     -iĝ-

bo-

indica l’affinità (cioè il vincolo fra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge):

Bo-patro     suocero                 (patro     padre)

Bo-frato     cognato                   (frato     fratello)

Bo-filino     nuora                      (filo       figlio)

Johano estas filo de Petro; do la edzino de Johano estas bofilino de Petro.

Giovanni è figlio di Pietro; dunque la moglie di Giovanni è nuora di Pietro.

ge-

indica una coppia o un gruppo di persone di sesso diverso:

Ge-patroj     genitori                      (patro     padre)

ge-filoj       figli                               (filo       figlio)

ge-amikoj   amici                         (amiko   amico) (=amikoj kaj amikinoj)

pra-

indica antichità o posterità remota:

Pra-patroj     progenitori                   (patro     padre)

pra-lingvo   lingua primitiva             (lingvo   lingua)

pra-nepoj     pronipoti                      (nepo     nipote)

-ig-

dà alla radice il significato di       rendere, fare :

Ruĝ-ig-i     rendere rosso                           (ruĝ-a       rosso)

mort-ig-i     (rendere morto), uccidere      (mort-i     morire)

sid-ig-i       far sedere                                   (sid-i       essere seduto).

-iĝ-

dà alla radice il significato di         diventare;  esso indica un mutamento di stato che avviene automaticamente, involontariamente:

Pal-iĝ-i       diventar pallido, impallidire                    (pal-a     pallido)

grand-iĝ-i   diventare grande                                     (grand-a    grande)

infekt-iĝ-i   infettarsi                                                     (infekt-i     infettare)

O========================================================O

Si osservi che i verbi in     -iĝ-i     sono   sempre   intransitivi e quindi rifiutano sempre l’accusativo e non hanno che i participi attivi. Dire paliĝita   invece di paliĝinta [per tradurre impallidito] sarebbe grave errore. A proposito del pronome riflessivo, abbiamo già visto (vedere quarta lezione) come si traducono in Esperanto i verbi riflessivi propriamente detti.  Ebbene, i verbi in   -iĝ-i     hanno spesso un significato affine, come mostrano bene le due frasi seguenti:                                    

La spongo bone laviĝis en la pelvo   –   La spugna si lavò bene nel catino                             

La knabo sin lavas ĉiumatene   – Il ragazzo si lava ogni mattina

°°°°°

S’intende che dove il concetto di mutamento è già espresso dalla radice, non si deve usare     -iĝ-, si abbia o no in italiano un verbo riflessivo.   Per esempio:                                   

Ĉesi       cessare, fermarsi                                                 

enui       annoiarsi                                   

halti       fermarsi                                   

honti      vergognarsi                                  

peni       faticare, sforzarsi                                  

rifuĝi     trovar ricovero, rifugiarsi

O=======================================================O

ESERCIZI

 Novaj vortoj / nuove parole

Novaj vortoj / nuove parole

Angolo = angolo

Arbo = albero

Bieno = proprietà, tenuta

Edzo = sposo

Familio = famiglia

fianĉo = fidanzato

gasto = ospite

hordeo = orzo

juglando = noce (frutto)

klimato = clima

kulturo = coltura, cultura

monato = mese

nombro = numero (quantità)

olivo = oliva

persiko = pesca

pino = pino

piro = pera

pomo = mela

(terpomo = patata)

semajno = settimana

tempo = tempo (che passa)

(vetero = tempo che fa, tempo atmosferico)

tritiko = frumento

proksima = vicino

trankvila = tranquillo

utila = utile

vasta = vasto

konsisti = consistere

kreski = crescere

(kreskaĵo = pianta)

kuiri = cucinare

levi = elevare, alzare

naski = generare

(nask-iĝi = nascere)

pasi = passare (verbo intransitivo)

(pas-igi – passare (verbo transitivo, fare passare) [nota 1]

planti = piantare

produkti = produrre

promesi = promettere

loĝi = abitare

ripozi = riposare

servi = servire

veturi = andare (in veicolo)

zorgi = avere cura di

krom = oltre

nenie = in nessun luogo

DA TRADURRE IN ITALIANO

Havante du monatojn da libertempo, mi ilin pasigos en kampara dometo, kiun mia bofrato posedas ne malproksime de mia urbo. Ĝi troviĝas en vasta bieno produktanta precipe tritikon, hordeon kaj terpomojn. La kampoj zorge estas kulturataj kaj nenie en ili estas neutila kreskaĵo. En la bieno estas ankaŭ riĉa fruktarbejo, kiu donas pomojn, pirojn, persikojn, k.t.p. en iu anguleto, apud majesta praarbego, leviĝas foliriĉa juglandarbo, muilte de mi ŝatata ne nur ĉar sub ĝia foliaro mi povas trankvile legadi kaj ripozadi, sed ankaŭ ĉar mi mem ĝin plantis kaj vidis naskiĝi kaj kreski. Mi estis plantinta ankaŭ pinon kaj olivarbon, sed ambaŭ estas mortintaj (=mortis simple) [nota 1], ĉar mia klimato estas tro varma por la unua kaj tro malvarma por la dua. Tiun ĉi jaron mia bofrato havas krom mi kelkajn gegastojn, kiuj estis invititaj antaŭ du jaroj [nota 2] kaj promesis veni tiun ĉi someron.

DA TRADURRE IN ESPERANTO

La mia famiglia non è molto numerosa (lezione quarta: parole composte). Essa consiste di (el) cinque persone: mia nonna, i miei genitori, mia sorella e io. Mio nonno e la mia bisnonna sono morti tre anni fa [nota 2]. Mio zio, che prima abitava con noi, s’è sposato la settimana passata ed è andato nella casa dei suoceri: forse anche mia sorella si fidanzerà e si sposerà presto. Oltre i familiari abita presso di noi una domestica; se la nostra famiglia fosse stata più numerosa e più ricca, avremmo avuto parecchi domestici, dei cuochi, un autista (motor-ist-o, aŭt-ist-o).

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nota 1 – Mentre in italiano vi sono verbi che possono avere significato sia transitivo che intransitivo (per esempio: bruciare, finire) in Esperanto ogni radice può essere solo transitiva o intransitiva (e il vocabolario lo indica chiaramente):

  • La kandelo brulas                                      La candela (si) brucia
  • Mi bruligas la kandelon                             Io brucio (faccio bruciare) la candela
  • La malbona vetero daŭras                       Il cattivo tempo continua
  • Mi daŭrigas mian laboron                        Io continuo il mio lavoro
  • Ni finas la lecionon                                    Noi finiamo la lezione
  • La leciono finiĝas                                       La lezione finisce
  • Tiu ĉi letero pezas [intrans.] multe          Questa lettera pesa molto
  • Pesu [trans.] ĉiumonate vian infanon     Pesi il suo bambino ogni mese.

nota 2Antaŭ du jaroj   due anni fa; post kvin monatoj, fra cinque mesi.

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