Home

Radio_a_galena esempio di radio a galena

( galenricevilo )

__________________________________________________

N O N A        L E Z I O N E        D I        E S P E R A N T O

tabella congiunzioni italiane

CONGIUNZIONI

 ———-

Per ricordare: la congiunzione è la parte variabile del discorso che serve a legare fra loro elementi simili di una proposizione o più proposizioni fra loro. Nella lingua italiana, rispetto alla forma, si possono distinguere in: semplici (se formate da una sola parola, ad esempio e, o, ma…) o composte (se formate da più parole riunite o staccate, ad esempio giacché, bensì, pertanto …) Sempre nella lingua italiana, secondo il loro significato e la funzione che hanno nel discorso le congiunzioni si distinguono in coordinanti e in subordinanti.

Le congiunzioni dell’esperanto consistono in parole non derivate da alcun radicale: aŭ, ĉar, do, kaj, nek, nu, sed, tamen – alle quali si possono aggiungere gli avverbi tiam, tial, tiel, e il soggiuntivo dum (derivato dal latino) che è anche una preposizione che, come avversativo, funziona da congiuntivo. (Un po’ complicato da spiegare e capire, vero?). Accanto a queste parole, vengono usati molti avverbi che hanno una funzione più o meno vicina a quella del congiuntivo: alie, cetere, dume, fine, krome, male, malgraŭe, poste, same, nome, pruve, sekve, ecc. Ci sono anche  le congiunzioni doppie: jen… jen…; aŭ… aŭ…; ĉu… ĉu… ĉu… aŭ…; kaj… kaj…; nek… nek…; ne nur… sed ankaŭ…; e gliavverbi composti  unuparte… aliparte…; unutempe… alitempe… ecc.

 ECCO UN ELENCO

DELLE PRINCIPALI CONGIUNZIONI

DELL’ ESPERANTO:

aŭ (aŭ… aŭ…)     –   o   (o… o…)

///   Roma o morte!   (Mi deziras è  una frase sottintesa) Romon aŭ morton!

///   O lui, o io.     Aŭ li, aŭ mi.

ĉar –   poiché, perché

///   Ho rifiutato perché non posso.   Mi rifuzis, ĉar mi ne povas.

ĉu…  (ĉu… ĉu…)   –   se… (dubitativa, interrogativa)    (o… o…)

///   Non so se verrà. Mi ne scias, ĉu li venos.

///   O io, o lui dobbiamo andarcene.   Ĉu mi, ĉu li devas foriri.

do –   dunque

///   Penso, dunque sono.   Mi pensas, do mi estas.

dum  –   mentre

///   Mentre Roma delibera, Sagunto perisce.   Dum Romo diskutas, Sagunto pereas.

eĉ   –   anche, perfino, nemmeno

///   Anche tu, Bruto, figlio mio!   Eĉ vi, Bruto, mia filo!

///   Non lo conosco nemmeno.   Mi lin eĉ ne konas.

ja –   infatti, davvero, certo (invece di jes)

///   Non può udire: infatti è sordo.   Li ne povas aŭdi: li ja estas surda.

jen    (jen… jen…)   –   ecco   (ora… ora…)

///   Ecco l’uomo!   Jen la homo!

///   Ora io, ora lui rischiammo di morire.   Jen mi, jen li riskis morti.

ju…, des…   [vedere lezione 5°)

kaj     (kaj… kaj…)   –   e   (e… e…)      si usano spesso le abbreviazioni:

k.c. = kaj cetere  = eccetera    k.t.p. = kaj tiel plu  = eccetera

ke –   che

///   Voglio che venga.   Mi volas, ke li venu.

[per le varie traduzioni dell’italiano   che   si vedrà meglio alla 10° lezione]

La suddetta congiunzione (ke) serve a formarne molte altre composte: esceptinte, ke;    malgraŭ, ke;    por ke;    tial, ke;    tiamaniere, ke;    tiel, ke;    tiom pli, ke, ecc.

kiam  –   quando

///   Quando potrò, andrò.   Kiam mi povos, mi iros.

Anche   kiam   forma congiunzioni composte: de kiam  ‘da quando’,    ĝis kiam  ‘fino a quando’,    tuj kiam  ‘subitoché’,    antaŭ kiam  ‘prima che’,    post kiam  ‘dopo che’.

kiel –   come

///   Non so come parlerà.   Mi ne scias, kiel li parolos.

kvankam  –   quantunque, sebbene

///   Quantunque stanco, proverò.   Kvankam laca, mi provos.

kvazaŭ   –   come se, quasi

///   Camminava come se fosse un giovane.   Li marŝis kvazaŭ li estus junulo.

nek… nek…   –   né… né…

///   Noi non abbiamo né pane né formaggio.   Ni havas nek panon nek fromaĝon.

[per l’uso negativo della frase, vedere anche la 3° lezione]

ol   –   particella comparativa in Esperanto

[vedere la lezione 5°, sui comparativi di maggioranza e minoranza, ecc.]

se –   se   (condizionale, desiderativo)

///   Se mio fratello volesse, raggiungerebbe la sua meta.   –   Se mia frato volus, li atingus sian celon.

///   Oh, se potesse!   Ho, se li povus!

Invece, come si è visto, il   “se”   dubitativo italiano corrisponde in Esperanto a   ĉu.

sed  –   ma

///   Severo ma giusto. Severa, sed justa.

tamen  –   pure, tuttavia

///   Insisteva perché andassi. Tuttavia io non volli andare.   Li insistis, por ke mi iru. Mi tamen ne volis iri.

tial  –   perciò, per questo motivo

///   Temevo d’essere ingannato: perciò rifiutai.   Mi timis esti trompata: tial mi rifuzis.

Le congiunzioni in Esperanto non esigono un modo speciale.

Si adoperano come congiunzioni anche preposizioni (antaŭ [ol]…,   anstataŭ…,   por…,   post… ) [confronta lezione 8° sulle preposizioni]       ed avverbi   (almenaŭ = almeno,    ankaŭ = anche,    ankoraŭ = ancora,    alie = altrimenti,    cetere = del resto,    dume = mentre,    nome = cioè,    sekve = conseguentemente, ecc.).

PREFISSI E SUFFISSI

 un elenco completo dei prefissi e dei suffissi lo si ritrova qui:

https://lingvovojo.wordpress.com/2013/12/31/prefiksoj-kaj-sufiksoj/

In questa lezione vengono aggiunti alcuni avverbi (for), preposizioni (al, en, el, ecc) esclamazioni (fi!), più frequentemente in uso come prefissi.

al-  –   indica direzione, aggiunta

al-veni = arrivare     (da   veni = venire)

al-doni = aggiugnere   (da   doni = dare)

el-  –   indica movimento dall’interno all’esterno; inoltre viene usato per indicare l’azione seguita sino alla fine

el-tiri = tirar fuori   (da   tiri= tirare)

el-lerni = imparare a fondo   (da   lerni = imparare)

en-   – indica movimento dall’esterno all’interno

en-iri = entare     (da   iri = andare)

fi-  –   indica disprezzo morale

fi-virino = donnaccia       (da   virino = donna)

for-  –   fuori, via

for-iri = andare via     (da   iri = andare)

ne-   –   indica negazione

ne-utila = inutile     (da   utila = utile)            (nota 1)

sen-   –   indica mancanza            (nota 2)

sen-fadena =   senza fili       (da   fadeno = filo)

super-   e   sur-   –   indicano posizione superiore   [confronta anche lezione 3°]

super-flugi = sorvolare       (da   flugi = volare)

sur-skribi = scrivere sopra   (da   skribi = scrivere)

tra-   –   indica passaggio attraverso un luogo

tra-pasi = passare attraverso   (da   pasi = passare)

trans-   –   indica passaggio da un luogo ad un altro

tran-sŝarĝi = trasbordare     (da   ŝarĝi = caricare)

Un ultimo chiarimento per il suffisso:    -um.   Per tutti gli altri prefissi e suffissi si rimanda anche alle rispettive lezioni.

-um-

analogamente alla preposizione    je     (una preposizione-omnibus, tuttofare)   il suffisso -um- si adopera per designare un rapporto fra le radici e le parole derivate che non si potrebbe esprimere esattamente con alcuno degli altri suffissi. Esempi:

manumo = polsino     (da   mano = mano)

gustumi = gustare     (da   gusto = gusto)

N. B. – Anche con i prefissi e i suffissi si possono formare sostantivi, aggettivi, avverbi e verbi, affiggendo loro le desinenze opportune.  Esempi:

dis-e = in ordine sparso             (da   dis-)

re-e = di nuovo                             (da     re-)

ar-o = gruppo, insieme, folla     (da     –ar-)

ebl-e = forse, possibile               (da     –ebl-)

ind-a = degno                                (da     –ind-)

uj-o = tutto                                      (da     –uj-)

Esempi:

Il gruppo dei convenuti era molto grande.   La aro de la kunvenintoj estis tre granda.

E’ degno di lode.   Li estas inda je laŭdo.     (ma si può anche dire: Li estas laŭdinda).

____________

nota 1)

Come già accennato nella lezione 3°, si ricordi la differenza tra   ne-utila = inutile   e   mal-utila = nocivo.   Mal– significa negazione assoluta, esattamente il contrario.

 

nota 2)

Sen , che di solito si adopera con radici sostantive (lezione 12° ) si trova qualche volta anche con radici aggettive ed equivale a   ne:    senutila (= sen utilo cioè senza utilità)  = inutile.

esercizi

sostantivi

akvo = acqua

anteno = antenna

aparato = apparecchio

Berlino = Berlino

borso = borsa (comm.)

detektoro = rilevatore (fis.), detector

forko = forchetta

galeno = galena

glaso = bicchiere

guto = goccia

Josefo = Giuseppe

koncerto = concerto

kulero = cucchiaio

kurso = corso (di lezioni)

kurzo = corso (dei cambi)

Mario = Maria

nacio = nazione

numero = numero (di giornale)

(nombro = numero, quantità)

ondo = onda

Parizo = Parigi

radio = radio

regulo = regola

revuo = rivista

salo = sale

sinjoro = signore

supo = minestra

tegmento = tetto

telefono = telefono

valvo = valvola

aggettivi

efektiva = effettivo

alta = alto (di voce)

proksima = prossimo

sama = stesso, uguale

simila = simile

simpla = semplice

verbi

atendi = aspettare

aŭdi = udire

inastali = installare

iri = andare

kredi = credere

meti = mettere

paroli = parlare

preni = prendere

prepari = preparare

serĉi = cercare

trinki = bere

(drinki = sbevazzare, trincare  (nel linguaggio familiare)

voki = chiamare

avverbi

hodiaŭ = oggi

mem = stesso, in persona

nur = solo

tuj = subito

il buon tempo andato… (la iamo longe for…)

(un modo di dire)

 

– Ĉu vi volas, ke hodiaŭ vespere mi aŭdigu al vi radiokoncerton el Berlino?

– Jes, tre danke; sed kiel? Mi kredis, ke vi havas nur malgrandan galenricevilon (ricevitore a galena, radio a galena).

– Efektive mi havis nur tre simplan aparaton konstruitan de mi mem, kiu konsistis el telefonaŭdilo kaj el detektoro. Ĉar per simila ricevilo oni povas aŭdi nur la koncertojn de la urbo mem, mi instaligis pli grandan aparaton kun longa surtegmenta anteno, kvin valvoj kaj laŭtparolilo.

– Ĉu vi aŭdas do Parizon kaj Berlinon?

– Jes, nun mi povas aŭdi eĉ malproksimajn sendstaciojn kun malsama ondlongo, kiuj regule disaŭdigas koncertojn, kursojn, borsprezojn, kurzojn, k.t.p.

– Serĉu do Berlinon, mi petas: dume (intanto) mi trarigardos la lastan numeron de Internacia Radio Revuo.

– Marietta (Manjo), hai messo le forchette e i cucchiai, ma hai dimenticato i coltelli.

– Li prenderò subito, signora: non avevo ancora preparato completamente (el-) la tavola, quando il padrone (estro) mi ha richiamata e sono uscita per impostare (en-poŝt-igi) una lettera.

– Bene: porta anche due bicchierini e la saliera.

– Si, signora.

– Ecco la minestra, Peppino.

– Grazie, mamma. E’ troppo calda, ma aspetterò un minuto. Intanto berrò un bicchiere d’acqua.

– Non bere! Io non berrei nemmeno una goccia prima di (antaŭ ol) mangiare.

FINO DE LA NONA LECIONO

 ________________

pro-memoria per una corretta pronuncia dell’Esperanto

Le cinque vocali (a, e, i , o, u) si pronunciano come in italiano – fra le consontanti, si pronunciano in maniera diversa   k   (come la   c   di   carro),   g   (come la   g   di   gatto),   c   (   come la   z   di   marzo),   ĉ   (come la   c   di   cena),   ĝ   (come   g   di   giro),   s   (come la   s   di   sasso),   z   (come la   s   di   base),   ŝ   (come il gruppo   sc   di   scena),   ĵ   (come la   j   francese di journal),   h   (lieve aspirazione come la   c   toscana o la   h   tedesca).

Le semivocali   j   e   ŭ   si trovano solo in compagnia di una vocale, con cui formano dittongo, e si pronunciano rispettivamente come   i   e   u.   L’accento tonico cade sempre sulla penultima vocale.

 ________________

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s