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cartolina 1932 - 2 Montezemolo

Carlo Cordero di Montezemolo (Mondovì, 7 agosto 1858, †1943), marchese, ingegnere e generale d’artiglieria dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale, (1) fu presidente della Federazione esperantista italiana (Ente Morale riconosciuto con D.P.R. 28-6-1956 N. 1720 – la principale organizzazione esperantista attiva anche oggi su tutto il territorio italiano).

Gli scritti sono stati vergati all’età di 74 anni. Non sono riuscita invece a trovare alcuna sua foto.

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 cartolina 1932 - 1 con scritto di Carlo Cordero Montezemolo

parte seconda Montezemolo

Scrittura vergata con pennino flessibile, ad inchiostro. E’ importante conoscere l’età di chi viene analizzato poiché, come il sesso, non è possibile determinare questo dato. Pur tenendo conto che lo spazio ristretto della cartolina postale costringe a scrivere un po’ più piccolo del consueto (ma questo non è sempre la regola, dipende dal soggetto) e tenendo anche conto dell’età di questo esperantista, posso abbozzare un ritratto generale psicologico su di lui.

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 PROFILO  DELLA  PERSONALITA’

di

Carlo Cordero di Montezemolo

(in base al metodo grafologico italiano di Girolamo Moretti)

Segni grafologici:

  • Intozz. 1° modo   9 – (per l’ambizione al comando e a imporre il proprio pensiero)
  • Mantiene il rigo 8-9 – (capacità di portare a termine gli impegni)
  • Ascendente 1-2 – (discreta capacità di entusiasmarsi)
  • Minuta   8 – (spirito di osservazione)
  • Acuta   8 – (attitudine alla contraddizione)
  • Pendente 7 – (esigenza di considerazione)
  • Larga di lettere 4 – (=stretta di lettere)
  • Larga tra lettere   5 – (irregolare) – (la misura del giudizio)
  • Larga tra parole   7 – (tendenza a criticare e orgoglio)
  • Angoli di tipo B sopra la media – (tenacia)
  • Lettere iniziali ammanierate / pompose – (cura per la propria immagine)
  • Artritica   5-6 – (agitazione, eccitabilità – artrite deformante alle mani?)
  • Stentata   7 – (impaccio, conseguente tendenza all’ira)

N.B. – Questi ultimi due segni sono l’uno consequenziale all’altro e dovuti molto probabilmente all’età. Sarebbe stato opportuno vedere anche altri suoi scritti di periodi precedenti. Stentata deriva dunque dalla comparsa di artritica, ma la vera personalità del soggetto è incline alla fermezza, non si piega di fronte alle influenze esterne, piuttosto agisce in piena autonomia ed ha una grande fiducia nelle proprie capacità.. (mantiene il rigo, intozzata 1° modo, aste decisamente rette nella prima parte dello scritto, angoli B, acuta) In ogni caso la presenza di stentata in questo contesto e in considerazione dell’età, acquista un aspetto positivo: è indice di cautela nel procedere, di calcolo e riflessione finalizzati al raggiungimento degli scopi..

Segni presenti ma non misurabili correttamente a causa della degenerazione fisiologica del gesto grafico:

  • Attaccata e staccata tra lettere
  • Riccio del soggettivismo – cenni
  • Ritmo congestionato (inizialmente più controllato, gesto spasmodico e trattenuto, contratto, anche a livello muscolare)
  • Margine sinistro irregolare e rientrante
  • Assenza del margine destro (spinta comunque ad andare sempre avanti)
  • Firma uguale al testo nella struttura, ma di calibro un po’ più grande, ascendente e un accenno di paraffa
  • Indirizzo accurato e di calibro decisamente più grande del testo, con gesto più volte interrotto e grafia calligrafica (scolastica, da ‘bella scrittura’).

 GRAFOANALISI

Tutto, nel suo modo di scrivere, fa pensare ad una scrittura di altri tempi, dei suoi tempi: l’attenzione e cura che egli mette nell’indirizzo (rispetto verso il destinatario, cura della forma, del galateo), la precisione delle forme delle lettere nonostante la difficoltà a scrivere, ammanierata in alcune lettere, la pendenza (come da modello scolastico appreso), la forma delle “d” e delle “z”, per quanto queste ultime siano abbastanza personalizzate.

La qualità più evidente che emerge è la sua fermezza di carattere (rigo mantenuto, angoli del tipo B per la tenacia, aste rette e intozzata 1° modo per l’ambizione a comandare).

Persona molto arguta, tanto da colpire facilmente i punti deboli degli altri, tende un po’ a stuzzicare, è incline all’ironia e al sarcasmo e, sotto sotto, si compiace per gli imbarazzi suscitati quando colpiscono nel segno (acuta, minuta). La motivazione va ricercata nella la sua aspirazione al comando e nella grande stima che ha di sé. Non accetta benevolmente chi contrasta i suoi progetti.

Anche il suo sguardo può risentire della sua tendenza alla satira e guizzi di ironia potrebbero ostentare o far trapelare il suo interiore sentimento. Piuttosto critico verso gli altri, non ama le critiche che gli vengono fatte, alle quali reagisce con l’irritazione e si difende con la progettazione di sottili rivincite personali, arrivando anche a ridicolizzare l’avversario (Acuta, minuta, stentata che dà l’irritazione, intozz. 1° modo per l’imposizione, larga tra parole per la critica).

La sua socializzazione è difficile dunque, perché non ama sottostare agli altri e fatica ad ambientarsi proprio per le suddette caratteristiche, in lui piuttosto spiccate. Ma – proprio per la sottigliezza arguta, le sue capacità critico-discussive, la tensione psichica profusa nelle sue opere e la capacità di colpire l’avversario attaccandosi fermamente anche ai cavilli più inconsistenti – avrebbe potuto diventare invece un ottimo avvocato (acuta, minuta).

L’ostentazione del proprio valore gli deriva probabilmente dal casato (era marchese) e dall’educazione ricevuta, per quanto riguarda invece l’attività di generale … ahimé, faceva rigar dritto i suoi subordinati, a tutti i livelli, senza dar loro la possibilità di redimersi, come del resto si addice ad un alto ufficiale militare. L’immagine di capo era un aspetto, per lui, da salvaguardare (lettere iniziali). Esigeva l’incondizionato rispetto (angoli B, intozzata 1° modo, aste rette e pendente).

E’ stato anche per diversi anni presidente della Federazione Esperantista Italiana: l’accoglimento del valore morale e dell’ideale dell’esperantismo potrebbe avere avuto in lui un effetto positivo, un addolcimento del suo carattere, visto il sentito ritratto in rima che è stato fatto di lui da un certo Sig. Rinaldo Orengo [ 1895-1991 – ingegnere elettrotecnico, esperto di Dante, membro del Lingva Komitato e membro del direttivo dell’Universala Esperanto Asocio = UEA ]. Riporto poco più sotto la breve poesia a lui dedicata.

Se egli sposa una causa se ne fa promotore convinto e vi profonde tutta la sua volontà di riuscita (mantiene il rigo e intozzata 1° modo).  Ma la grafoanalisi rivela, inequivocabilmente, che anche all’età di 74 anni (1932) la sua ambizione al comando non era venuta meno (Intozzata).

 ♥   ♥   ♥

La seguente  poesia a lui dedicata (2) è apparsa sulla rivista LITERATURA MONDO, n. 7 del 1933 (pag. 107):

MONTEZEMOLO, la Gvidanto,

la forta, saĝa Generalo,

komandas al ĉiu italo,

laboranta por Esperanto.

Vetas kun Tempo – konsumanto,

kverko, hardita kiel ŝtalo,

MONTEZEMOLO, la Gvidanto,

la fida, bona Generalo.

Fiera, brava komandanto

de kanontrupoj dum batalo,

por nia lingvo idealo

nun estas Flago kaj Reganto

MONTEZEMOLO, la Gvidanto.

(traduzione libera)

MONTEZEMOLO, la Guida,

il forte, saggio Generale,

comanda ad ogni italiano,

sta lavorando per l’Esperanto.

   Scommette con il Tempo – che consuma,

quercia, indurito come acciaio,

MONTEZEMOLO, la Guida,

il fidato, buon Generale.

   Fiero, intrepido comandante

di truppe con cannone durante la battaglia,

per la nostra lingua (e) ideale

ora è Bandiera e Governante.

MONTEZEMOLO, la Guida.

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