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lingua come identità di una nazione

immagine tratta da: http://www.glogster.com/alejandrogrdz/diversidad-linguistica/g-6loh5nkc6kmham65kno4ka0

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Ad ogni lingua corrisponde una cultura e le qualità dell’una si riflettono sull’altra.

Per questo già negli anni 60’ del secolo scorso  Guy Héraud, professore alla facoltà di Diritto e di Scienze economiche di Strasburgo e anche uno dei dirigenti del Mouvement Féderaliste Européen, così scriveva (1):

L’OPINIONE DEI LINGUISTI

La linguistica attuale sostituisce all’idea di lingua-repertorio quella di lingua-visione del mondo.

Mentre lo psicologo Henri Delacroix professava, ancora non molto tempo fa, che “se ci sono diverse lingue, c’è però un solo linguaggio”, l’intuizione geniale di Wilhelm von Humboldt che a ogni lingua corrisponda una particolare percezione del mondo, diventa l’ipotesi di lavoro preferita dagli studiosi contemporanei.

Per Georges Mounin (2), “il nostro linguaggio costruisce per noi il nostro pensiero”. “Ci sono, conseguentemente, seguendo rigorosamente la struttura di ogni lingua, delle strutture di pensiero differenti”. E “i prodotti di queste strutture sono anche essi differenti; ogni lingua ha la sua concezione del mondo, la sua ideologia sub-giacente… E’ una realtà dimostrata l’esistenza di culture e di civiltà differenti che costituiscono mondi ben distinti. Si può anche ammettere che, in una misura che resta ancora da determinare, questi mondi distinti siano impermeabili gli uni agli altri. E questi iati tra due culture si aggiungono alle difficoltà che le stesse lingue oppongono alla traduzione totale”.

…. Numerosi termini possiedono […] una carica emotiva o “connotazione”. E questa varia secondo i parlanti – la loro personalità, il loro gruppo sociale, il loro stato psicologico – varia anche in funzione della lingua stessa. La resa di questa atmosfera affettiva costituisce una delle “difficoltà teoriche del traduttore”.

Infine, il pensiero che io esprimo fa parte della mia storia. Ma colui che mi ascolta ha anch’egli una sua storia. …

André Martinet (3) osserva che le funzioni del linguaggio superano abbondantemente l’idea che se ne facevano i razionalisti. Ne distingue quattro:

  • una funzione di comunicazione
  • una funzione di supporto per il pensiero
  • una funzione di espressione
  • una funzione estetica.

La lingua non è una semplice facoltà, in senso fisiologico.

L’importanza della lingua nella formazione delle nazioni è uno dei motivi-guida (leit-motiv) del pensiero tedesco. Il prof. Leo Weisgerber  (4) ha il merito di proporre una dimostrazione metodica:

(In sintesi)

  • il linguaggio distingue l’uomo dagli animali
  • il processo di verbalizzazione presuppone la società
  • nulla impedisce teoricamente che il processo di verbalizzazione si effettui in una collettività unica e in una lingua universale, ma nella realtà si trova in comunità linguistiche distinte
  • la verbalizzazione è comprensione del mondo
  • questa comprensione del mondo si effettua con un duplice movimento: a) la proiezione dell’oggetto sul soggetto – b) uno slancio del soggetto verso l’oggetto… come una “ricostruzione del mondo nel regno dello spirito”.
  • ogni lingua ha i propri schemi motori
  • l’individuo raccoglie il lavoro spirituale degli “antenati linguistici”: da solo non avrebbe potuto plasmare questo strumento di comprensione e di vita spirituale
  • a sua volta l’individuo apporta qualcosa alla lingua, contribuisce a trasmetterla e le conferisce la sua impronta
  • perciò la comunità linguistica presenta i caratteri di una “formazione sociale fondamentale”… coesa, malgrado il frequente frazionamento di diversi stati
  • la lingua specifica della comunità linguistica è la lingua materna
  • la comunità linguista è anche una comunità essenziale per la vita dell’uomo. La salvaguardia delle lingue dovrebbe essere elevata al rango dei doveri fondamentali degli Stati. Le Costituzioni e le dichiarazioni internazionali si accontentano di affermare il “diritto di parlare” le lingue. Non è sufficiente. Bisogna aggiungervi il “diritto alla salvaguardia della lingua”.

( seguirà nel prossimo articolo la traduzione in esperanto )

( la esperanta traduko estos en la sekvonta artikolo )

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Bibliografia:

(1) Popoli e lingue d’Europa, Guy Héraud, Ferro Edizioni, 1966 p.62-63, 65

(2) Problémes théoriques de la traduction, Georges Mounin, Gallimard, Paris, 1963 p. 68

(3) Eléments de linguistique générale, André Martinet, Armand Colin, 7a ed., 1961

(4) Sprachenrecht und europäische Einheit, Arbeitsgemeinschaft für Forschung des Landes Nordrhein-Westfalen, Heft 81, Westdeutscher Verlag, Köln/Opladen 1957

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