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tabella 2 dei correlativi

Tabella – congiunzioni e avverbi correlativi in esperanto

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D E K U N U A       L E C I O N O

CONGIUNZIONI E AVVERBI CORRELATIVI

Come nella lezione precedente abbiamo ricostruito la tabella dei pronomi correlativi da alcuni di essi che avevamo già visti, così alcune congiunzioni ed avverbi ormai noti (tial = perciò nella 2° lezione, kiel = come nella 3°, tiel = così   e iom = un po’ nella 5°,   ĉiam = sempre nella 6°, nenie = in nessun luogo nell’ 8°, kiam = quando nella 9°) ci danno la chiave per ricostruire l’altra tabella, quella delle congiunzioni e avverbi correlativi (vedere sopra).

Nulla dobbiamo aggiungere a quanto detto nella 10° lezione riguardo alle “caratteristiche” i-,  ki-,   ti-,  ĉi-,  neni-   né riguardo all’uso di   ĉi    e   ajn.

Ora vengono considerate altre “finali”:   -al,   -am,   -e,     -el,     -om   che indicano rispettivamente:

-al     motivo

-am   tempo

-e       luogo

-el    modo

-om   quantità (nota 1)

Tutti questi vocaboli sono, naturalmente, invariabili, fuorché gli avverbi di luogo (finale   -e  )  che possono assumere la   -n   indicante moto verso un luogo (vedere l’uso dell’accusativo nella 5° lezione).     Esempi:

Kie ni estas?   Dove siamo ?

Kie-n li iras ?   Dove va?

I correlativi dànno origine a molti derivati e composti (anche altri avverbi).   Esempi:

Tia-maniere                   In tal maniera

Kioma horo estas?       Che ora è?   [ letteralmente: quanta ora è?   In latino: quota hora est?, in tedesco  wieviel Uhr ist es? ]

La tiea grupo estas tre grava.       Il gruppo di là (per esempio di quella città) è molto importante.

SINTASSI

Insieme con le varie parti del discorso abbiamo man mano accennato alle rispettive funzioni; ci limiteremo perciò qui a ricordare le principali informazioni.

  • Non possono essere preceduti immediatamente dall’articolo i nomi propri e i titoli premessi ai nomi propri (vedere lezione 2°), gli aggettivi possessivi (vedere lezione 4°), i correlativi (vedere lezione 10°).

Esempio:

Mia advokato travojaĝas Eŭropon ĉiujn jarojn.

Il mio avvocato viaggia attraverso l’ Europa tutti gli anni.

  • Il verbo all’indicativo, al condizionale, all’imperativo deve sempre essere accompagnato dal soggetto (vedere lezine 3°). Fanno eccezione solo l’imperativo di seconda persona (vedere lezione 3°) e i verbi impersonali.  Esempi:

Mi laboris.       Lavorai.

Laboru!            Lavora! Lavorate!

Pluvas              Piove.

  • I tempi e i modi delle proposizioni dipendenti sono gli stessi che si userebbero se le proposizioni fossero indipendenti (vedere lezione 3°).    Esempi:

Promise che sarebbe venuto l’indomani

(= Promise   |   verrà domani).

Li promesis, ke li venos la morgaŭan tagon. (nota 2)

Mio padre disse che non poteva uscire

(= Mio padre disse   |   non può uscire).

Mia patro diris, ke li ne povas eliri.

  • Perciò l’uso dell’imperativo-congiuntivo è limitato a quelle proposizioni dipendenti che implicano un’idea di comando, desiderio, necessità o simili (vedere lezione3°). Esempio:

Ordinai che venisse     (= Ordinai   |   venga).

Mi ordonis, ke li venu.

  • Per esprimere la possibilità che qualche cosa avvenga nel caso che si avverino determinate condizioni, si adopera il condizionale sia nella proposizione principale sia nella dipendente (vedere lezione 3°). Altro esempio:

Lo crederei, se lo vedessi.

Mi kredus tion, se mi ĝin vidus.

  • Le proposizioni interrogative indirette in cui non figuri già un pronome o avverbio relativo, vogliono la particella   ĉu (= se dubitativo, come indicato nelle lezioni 4° e   9°). Esempio:

Mi domandò se avevo visto mio padre.

Li demandis min, ĉu mi vidis mian patron.

°°°°°°

IMPORTANTE:

Si adopera per lo più l’avverbio invece dell’aggettivo in frasi come queste :

E’ gradevole passeggiare all’aria aperta.

Estas agrable promeni en libera aero.

E’ vero che parti?

Ĉu estas vere, ke vi forveturos?

Non è vero?

Ĉu ne vere?

Il soggetto è in queste frasi un’intera proposizione espressa o sottintesa; l’aggettivo che si riferisce ad essa si trasforma in avverbio  [N.B. – Lavverbio richiede la desinenza  -e  , da aggiungere alla radice di una parola o ad altre parole, ma non va confuso con la desinenza   –e   , indicante luogo, che appartiene ai correlativi].

 

°°°°°°

SI DISTINGUA:

A)  Trovai la bottiglia rotta.          [ QUALE? ]

B)  Trovai rotta la bottiglia.          [ IN CHE STATO L’HO TROVATA? ]

 

 

  1. a) nel primo caso si vuole alludere a una bottiglia che si sapeva rotta e che si è trovata: l’aggettivo è usato come attributo e si parla di una “bottiglia rotta” come si parlerebbe di una   “bottiglia verde”, di una   “bottiglia nuova”;

pertanto si traduce così:

Mi trovis la botelon rompitan (   o   la rompitan botelon).

 

  1. b) nel secondo caso si vuol dire che s’è trovata rotta la bottiglia che si aspettava di trovare

intera. L’aggettivo è usato come predicato e   “rotta” va strettamente congiunto al verbo;

pertanto si traduce così:

Mi trovis la botelon rompita (   o   Mi trovis rompita la botelon).

 

Insomma il predicato, anche se è riferito ad un accusativo, in Esperanto non prende mai la   -n.

ORDINE DELLE PAROLE

La costruzione in Esperanto è totalmente libera, purché non ne sia offesa la chiarezza dell’espressione.

Tuttavia, quando non si abbiano speciali ragioni per mettere in vista un elemento o l’altro della frase, si segue la costruzione diretta (soggetto, verbo, complementi). Di solito l’aggettivo e l’avverbio precedono il sostantivo e il verbo a cui si riferiscono.   Esempi:

La stella verde è il simbolo Esperantista.

La verda stelo estas la Esperanta simbolo.

Spero che potrete lavorare diligentemente.

Mi esperas, ke vi povos diligente labori.

In frasi come:

Forte staras muroj de miljaroj…

Saldamente si ergono mura da millenni…

Sankta estas por ni la hodiaŭa tago.

Santa è per noi questa giornata.

l’inversione mostra che si insiste sull’idea espressa dai primi vocaboli.
E’ una questione di stile letterario.

ESERCIZI

Ĉefo = capo, principale

fabriko = fabbrica

fako = sezione

foiro = fiera

(specimen-foiro = fiera campionaria)

karto = cartolina, biglietto

(vizit-karto = biglietto da visita)

minimumo = minimo

mono= denaro

Novembro = novembre

parto = parte

(parto-preni = prender parte, partecipare)

prospekto = prospetto

rimedo = mezzo

(mon-rimedoj = mezzi finanziari)

ŝipo = nave

specimeno = campione

stando = stand

surfaco = superficie

Usono = Stati Uniti (America Settentrionale)

afabla = cortese, affabile

eterna = eterno

ĝusta = giusto, esatto

rapida = rapido

speciala [si pronuncia: speziala] = speciale

Atingi = raggiungere, conseguire

daŭri = durare

delegi = delegare

ĝoji = rallegrarsi

informi = informare

intenci = avere intenzione, proporsi

lui = predere in affitto

pagi = pagare

profiti = approfittare

saluti = salutare

sendi = spedire

viziti = visitare

̶   Bonan tagon, sinjoro Delegito. Mi estas Usona Esperantisto, el Baltimore, kaj ĵus alveninte, mi tuj volis veni ĉi-tien saluti samideanon. Jen mia vizitkarto.

̶   Mi tre dankas vin pro via afableco, kaj estas tre ĝoja ekkoni transmaran Esperantiston. Kiom da tagoj daŭris via vojaĝo?

̶   Mi iris de Baltimore al New York kaj tie enŝipiĝis. Neniam mi estis farinta pli rapidan marvojaĝon, ĉar post ok tagoj mi atingis Anglujon. De tie mi rekte veturis tra Francujo al la eterna urbo, je kiu mi estis ĉiam sopirinta.

̶   Kaj ĝis kiam vi intencas resti?

̶   Mi restos kiom miaj monrimedoj ĝin permesos: eble kvar aŭ kvin monatojn. Ĝuste pro tio mi pensis iom profiti je via afableco: ĉu vi povus min informi, kie mi trovos bonan loĝejon?

̶   Se vi deziras, mi akompanos vin al hotelo ne malproksima de tie ĉi. kie ofte loĝis trapasantaj (di passaggio) samideanoj, ĉiam ĝin trovante bona.

̶   Mi danke akceptas vian proponon.

̶  Ni povas do tuj eliri.

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FRATELLI PALOMBO

“Fabbrica di strumenti musicali”

Via Nazionale 259 – ROMA

Roma, 15 novembre 1998

Spett. Ufficio delle Fiere Campionarie

Sezione Esperantista

LYON

Abbiamo letto nei prospetti esperantisti (che riceviamo sempre regolarmente dal vostro ufficio) che la fiera primaverile dell’anno venturo avrà luogo dal 4 al 10 marzo. La nostra antica ditta, specializzata nella costruzione di strumenti musicali, vorrebbe mandare i campioni dei principali strumenti da essa fabbricati. Desidereremmo perciò alcune informazioni generali: altre [ne] chiederemo dopo, se decideremo di partecipare.

Quale è la superficie minima d’uno stand? Quanto si paga per l’affitto di esso durante la settimana della fiera? Quanti giorni prima, approssimativamente (proksim-um-e), dovremmo spedire i campioni?

Attendendo la vostra risposta, con distinta stima (= alt-estim-e) vi salutiamo.

Fratelli PALOMBO

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note:

 (1):

Gli avverbi di quantità vanno uniti al sostantivo per mezzo della preposizione   da   (vedere lezione 8°): non si dimentichi che essi sono sempre invariabili.   Esempi:

Quanto pane avete?   /   Kiom da pano vi havas?

Troverete tanti libri quanti ne avete chiesti.   /   Vi trovos tiom da libroj, kiom vi petis.

Come si vede,   tiom da… kiom (da…)   servono a formare il comparativo d’uguaglianza con sostantivi.

(2):

Si noti la virgola, che in Esperanto si usa mettere davanti a ogni proposizione dipendente (anche se non tutti lo fanno nella pratica, o per gusto personale o per inosservanza della regola, ritenuta non sempre necessaria. Dipende anche dalle consuetudini personali o nazionali).

slide_3

immagine tratta da:  http://slideplayer.it/slide/607193/ 

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F I N E          della lezione 11°

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