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La esperanta versio postvenos. Biografio pri li (itala-esperanta) antaŭvenas.

foto di Abram Kofman

Abram Kofman (1865-1940?)

La scrittura si presenta in modo molto ordinato, precisa, chiara, compassata, in modo studiato, tanto da avvicinarsi molto alla minuziosità ed alla pedanteria. Questa la prima impressione, più grafologica che psicologica. Ma vediamo meglio in profondità i dinamismi grafico-psicologici che mi hanno portato a questo risultato. Una scrittura in cui la ‘forma’ ha la prevalenza su tutto il resto.

 

PROFILO DELLA PERSONALITA’

di

Abram Kofman

cliccare due volte sull’immagine per vederla meglio, ingrandita

 

Cartolina postale del 30 luglio 1910 – Odessa: a quel tempo faceva parte dell’impero russo, ora si trova in Ucraina – Età dello scrivente: 45 anni


Scheda grafologica: 

Quantificazione dei segni più significativi, espressi in decimi di grado, secondo il metodo grafologico italiano di Girolamo Moretti (Caposcuola della Grafologia Italiana). Io ho esaminato due scritti di Abram Kofman, ma la grafoanalisi si rifersice principalmente a quello del 1910 che qui espongo. L’altra scrittura è del 1903, quando lui aveva 38 anni, e mi è servita da conferma di certi suoi aspetti psichici. La potete vedere nella versione in esperanto di questa analisi.

  • Segni sostanziali:  9 parallela – 9 chiara – 8 mantiene il rigo – 6-7 attaccata – 7 angoli tipo A – 6 angoli tipo B – 6 angolosa – 6-7 Larga tra parole – 4 Larga di lettere – 4-5 Larga tra lettere – 6 minuziosa
  • Segni modificanti:  parca – 8 pedante – 6 filiforme – 5 intozzata 1° modo – 2 intozzata 2° modo – 4-5 pendente
  •  Segni accidentali: nessuno (eccetto che nelle firme)

 

Essendo partita dal presupposto che quando si scrive ci si mette in relazione con qualcuno, o con qualcosa, l’atteggiamento interiore di Abram Kofman – verso le idee, le situazioni, le persone e anche le cose – è estremamente accurato e poco spontaneo, direi ‘studiato’. La sua replica si avvicina molto al tecnicismo ed allo schematismo. Questa è l’impressione più generale.

A meglio vedere, si notano poche variazioni nella scrittura, molta regolarità e uniformità che inevitabilmente rispecchiano la sua invariabilità, regolarità e uniformità anche psichica, condizionata probabilmente da un sistema fisiologico altrettanto costante e regolare (parlo di Sistema Nervoso Centrale, muscolatura fine della mano e non, ritmo cardiaco, temperamento innato, ecc. ) .

Intelligenza

Legato alle tradizioni e alle regole apprese, che sono per lui motivo di sicurezza e stabilità, egli ha una intelligenza più di tipo assimilativo-ripetitivo che creativo. Poco duttile, infatti, non è capace di liberarsi dai modelli e schemi che sono stati memorizzati con estrema chiarezza e precisione, così come li ha percepiti, e che costituiscono la sua ‘forza’, dalla quale non si discosta facilmente. Per questo non riesce a rinnovarsi. Poco aperto al nuovo, egli possiede però una possente memoria locale (circoscritta più che concettuale), perché applica una inconsueta attenzione verso ciò che lo coinvolge nel concreto della vita quotidiana. Amante dell’ordine e della precisione, attento anche alla cura e pulizia personale, manifesta questa sua inclinazione in ogni sua attività. Il pensiero dunque è altrettanto chiaro e preciso, pertinente, appropriato, cristallino, tale da consentirgli anche un linguaggio molto efficace, semplice e comprensibile a tutti, incontestabile. Questo è il suo stile (anche di vita) dunque: sobrio, efficace e semplice, ma preciso. Non è contento fintanto che ogni cosa non è collocata nel suo giusto posto. (accurata con studio, chiara e sobria).

Logica e sintesi – La capacità deduttiva e di associazione delle idee viene affiancata ed influenzata da una esigenza sua interiore di fermarsi per analizzare attentamente, per cui l’interruzione della continuità di pensiero (in un contesto come già detto di poca apertura e scarsa duttilità) lo porta ad un ragionamento piuttosto critico che lo conduce verso il perfezionismo, riducendo in lui le capacità empatiche verso gli altri e ostacolando la sua possibilità di riconciliazione. Questa, in termini moderni, si può definire:  inibizione (1).

I suoi atteggiamenti di chiusura, la sua studiata accuratezza, la sua ricerca della perfezione come da modello, sono causati da una certa permalosità che presuppone una certa sensibilità, ed incentivano il suo senso critico, la sua diffidenza, portandolo a giudizi unilaterali.  (rapporti tra attaccata/staccata con chiara elevato, parallela, minuta, cenni rafforzativi di piantata sul rigo, parca e minuta quasi minuziosa).

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Comunicativa

La sua comunicativa è chiara, impeccabile, a volte anche allettante, perché la chiarezza espositiva, la semplicità, la sobrietà espressiva unite alla precisione gli danno uno stile comunicativo apprezzabile, che può suscitare ammirazione e approvazione (come risulta infatti essere stato: vedere la sua biografia nell’articolo precedente). La semplicità gli deriva dalla sobrietà. La proprietà di linguaggio gli deriva dalla estrema chiarezza percettiva (visivo-uditiva, nonché attentiva).

Quindi, anche se manca di creatività, egli è portato per le materie letterarie dove l’uso della parola e l’espressione verbale la fanno da padrone.

Sotto l’aspetto psicologico, invece, egli risulta poco amabile nei modi, con una visione del mondo che tende ad essere piuttosto unilaterale (già detto), poco comprensiva. (parallela, studiata, parca, chiara, arcuata).

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Affettività

I suoi sentimenti, troppo valutati, troppo meditati, condizionati da preconcetti, difettano di spontaneità. Egli tende a soffermarsi di più sulle apparenze, in quanto ha scarse capacità empatiche di comprensione dell’animo altrui, e dalle apparenze si lascia anche influenzare (parallela, non fluida, ACCURATA con studiosità, LDL 4). Le esigenze dell’io prevalgono su quelle sociali (parallela, angolosa, pendente, angoli A e B, mantiene il rigo con cenni di piantata sul rigo).

La permalosità e la pignoleria, l’atteggiamento austero e poco concessivo sono le prime cause della sua scarsa spontaneità. Il suo tenore di vita è costituito dalle abitudini e oppone consapevolmente resistenza a qualsiasi aggiustamento. Anche sul piano affettivo, come in quello mentale, manca dunque di duttilità e malleabilità.

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Attitudini

Per la già menzionata abilità (non si tratta solo di capacità) di essere accurato e preciso, gli si possono aprire diverse strade lavorative: chiara in grado elevato gli dà la capacità di insegnamento, ma non di un insegnamento di livello superiore a causa della scarsa scioltezza nell’affrontare situazioni o tematiche che esulano dal modello interiorizzato e per la scarsa presenza di spirito (intuito).

I lavori di rifinitura sono fatti per lui, nel campo da lui prescelto. Questo gli deriva dalla studiosità accurata. Non è portato per inventare sistemi nuovi.

Può operare però nel minuto, non in opere grandiose che richiedono invece delle capacità organizzative (in lui scarse).

Materie scientifiche che richiedono un ragionamento prettamente logico sono adatte per lui. Ha scelto la matematica. Eccelle in quella ‘applicata’, nella ragioneria di esecuzione appunto, non lo sarebbe in quella di concetto.

La professione di ragioniere, da lui scelta, è decisamente adeguata alla sua personalità: infatti, egli è abilissimo nella tenuta di registri, schedari, documenti da registrare, controllo di dati (giacenze, inventari, ecc), proprio per le sue caratteristiche psicologiche evidenziate.

La tendenza a soffermarsi a ragionare in modo pignolo e pedante gli consente una discreta capacità anche nella critica letteraria e storica. Non so se si è mai cimentato in questo tipo di lavoro.

La sua raccolta di dati (che siano linguistici, storici, amministrativi o simili) sarà sempre precisa e fedele alle situazioni esaminate, anche se richiedono di per se stesse un lavoro molto faticoso e noioso, che non è prerogativa di tutti.

 

Una curiosità di tipo linguistico: anche Kofman come Zamenhof, che era abituato a scrivere in russo, scrive la lettera K come se fosse un ‘minuscoletto’, cioè l’allungo superiore della lettera k corsiva non viene nemmeno accennato e resta nel corpo centrale della scrittura, così come avviene per le lettere minuscole minori (a, m, n, o, u, c, ecc.). Come avevo già scritto riguardo a Zamenhof, ritengo che questa caratteristica sia da imputarsi alla consuetudine dell’uso dei caratteri cirillici (2), che non fanno molta distinzione tra maiuscolo e minuscolo, anche se mi meraviglia che venga applicato soltanto alla lettera K e non ad altre (ad esempio le letteea ‘h’ e ‘T’ corsive).

 

____________________

  • Inibizione – In psicologia: blocco o limitazione di taluni comportamenti. – In neurofisiologia: la soppressione di determinati processi nervosi che fanno parte dell’attività del sistema nervoso centrale. – In biologia: l’impedimento o il rallentamento dello svolgersi di una funzione o di uno sviluppo normale.
  • L’alfabeto cirillico viene usato per scrivere varie lingue slave (il russo, l’ucraino, il bielorusso, il serbo-bosniaco, il bulgaro, il macedone, il serbo e il ruteno) e lingue non slave parlate in alcune delle ex repubbliche sovietiche e nell’odierna Federazione russa.

alfabeto cirillico da simone202 pblogspot p coma

https://simone202.blogspot.it/2012/09/lalfabeto-cirillico.html

 

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