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la esperanta versio postvenas

Kazimierz BEIN, altrimenti detto Kabe, dopo una intensa attività a favore dell’Esperanto, alla fine ha abbandonato tutto all’improvviso e senza spiegazione… Analizzerò la sua scrittura e cercherò di cogliere il suo stile di vita per chiarire, un poco, alcuni suoi dinamismi psicologici.

Kazimierz Bein, esperantista polacco, è considerato un pioniere  e ha contribuito a costruire un pezzetto di storia della lingua Esperanto: un ‘pezzetto’, ma molto importante sul piano linguistico. Nato il 29 febbraio del 1872, è morto a Łódź il 15 giugno 1959. E’ stato uno scrittore e medico, oltre che esperantista.  E’ suo il primo dizionario monolingue di esperanto.

la sua biografia in italiano è qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Kazimierz_Bein


16-01-1908

2-a-di-kabe

b-retro-cartolina-cabe-amuza

il retro di un’altra cartolina postale indirizzata a Th. Cart – 12-09-1908

[ cliccare due volte sulle immagini per vederle in modo ottimale ]


Scheda grafologica / segni :

La misurazione rileva prevalentemente i segni grafologici del primo scritto, del 16 gennaio 1908 (dove il gesto è più controllato), ma tiene conto anche di quelli presenti nel secondo, datato 12 settembre 1908, molto più dinamico e velocizzato, più nervoso. Le valutazioni sono intese in decimi di grado.

I segni essenziali:

Intozzata 1° modo 10 (irregolare) – intozzata 2° modo 5-6 (irregolare; è un grado già molto elevato per la tipologia del segno) – parca 10 – attaccata 9-10 – disuguale metodicamente 9 – chiara 8 – scattante 8 – veloce 8 – sinuosa 7 – contorta 3 – Larghezze: di lettere 7, tra lettere 8, tra parole 5-6 – apertura a capo delle lettere A-O   6-7  –  angoli C  7 – assenza margini (solo margine sinistro nel 1° scritto) – larga tra righe – slanciata 6 – dinamica 5-6 – dritta morbida – aste rette 5, curve 2 e ritorte o retratte 3. Scrittura decisamente minuta.  Cenni di recisa, di rovesciata, di ondeggiamenti nel rigo.

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LA PERSONALITA’ di Kazimierz Bein

più conosciuto come Kabe (nota 1)

su base grafologica (secondo il metodo italiano di Girolamo Moretti)

Premessa

La personalità di Kazimierz Bein è indubbiamente complessa, lo conferma la sua scrittura, che è ricca di segni grafologici ‘sostanziali’ e ‘modificanti’, molti dei quali in grado anche piuttosto elevato o, comunque, spesso sopra la media. Ci sono cioè diversi segni che si potenziano reciprocamente ed altri che si compensano, in un continuo sforzo di riequilibrio reciproco (nota 2).

Intelligenza

Kazimierz Bein ha una intelligenza quantitativamente sopra la media, molto vivace, curiosa, vigile.

Moltissimi sono i suoi interessi, che spaziano in campi molto diversificati, che vanno dalla filosofia alla psicologia, dalla scienza all’arte, dalla letteratura alla politica e alla satira e, non ultima, vi è anche molta curiosità per il mondo femminile, per tutto ciò che riguarda l’altro sesso. Un’intelligenza dunque che non ha mai riposo, sempre in fermento e che, se dovessi definire in termini moderni, potrebbe rientrare nella cosiddetta intelligenza emotiva, cioè quell’intelligenza particolare (di cui si è cominciato a parlare negli anni ’90 e che oggi è riconosciuta da molti) che non è sempre razionale, o basata soltanto sugli aspetti cognitivi della conoscenza (percezione, immaginazione, memoria, ragionamento),  ma che  viene molto influenzata dalle emozioni; una intelligenza che è in grado, però, di gestire tali emozioni, le tiene sotto controllo, riuscendo a convivere con esse e a trarne anzi  un qualche profitto e utile insegnamento personale.

Egli sembra dunque consumare in se stesso le proprie impressioni e sensazioni (l’atteggiamento esteriore è diverso, fatto di prudenza nel dire e nel fare, mantiene riservatezza, è contenuto). Egli comunque si attiene soprattutto all’essenzialità delle questioni. Nonostante l’intensità con cui percepisce, per cui le ‘prime impressioni’ incidono e lo influenzano non poco –  in quanto la mente rievoca frequentemente quelle impressioni, ne combina le immagini e le rappresentazioni – attraverso un autocontrollo che impone a se stesso riesce poi ad arrivare a concepire idee e costrutti ben organizzati, coordinati, con elaborati piuttosto originali. Non gli manca certo la creatività e l’immaginazione. Il pensiero, organizzato seppur multicolore, è anche piuttosto raffinato; egli sa sottilizzare, cavillare quando occorre per convincere, ma lo fa in modo persuasivo, seducente, suadente, stringato.  La sua plasticità mentale e la sua ricettività di messaggi molteplici, come sopra descritto, sono sostenuti comunque da un forte spirito logico-critico che riesce in qualche modo ad incanalare positivamente i dati dell’esperienza (qui faccio un richiamo alla intelligenza emotiva). Al suo notevole spirito di osservazione non sfugge proprio nulla. Ha buona memoria, materiale e concettuale. Non si può dire però che abbia oggettività nel giudizio, perché è comunque molto selettivo e discriminante. La raffinatezza di pensiero potrebbe essere messa al servizio della propria ambizione, della propria vanità intellettiva. (Intozz. 1° e flessuosa con minuta).

Attento senza sforzo anche ai dettagli, con un’energia molto concentrata, sa cogliere anche alcuni aspetti poco evidenti dei problemi. Nell’intimo, non lascia nulla di inconsiderato. Buone le capacità di sintesi, ma se necessario saprebbe anche analizzare, pur non essendo un analitico per eccellenza (come ad esempio era un altro pioniere esperantista: Edmond Privat). Il suo pensiero è sempre in continuo fermento, mai statico; l’originalità di interpretazione lo porta poi a soluzioni inedite, genialoidi. Nel complesso è una persona che si distingue e, soprattutto, che ama distinguersi (questo fa la differenza).

Operatività

Dinamico, veloce, intuitivo, mira a raggiungere il massimo dei risultati attraverso l’essenzialità delle scelte e con il minimo sforzo, sfruttando anche l’operosità degli altri. Combina molto. Vi è una prevalente tendenza introvertiva, ma con un discreto equilibrio tra ottimismo e pessimismo. Non si fa mai illusioni, e questa consapevolezza lo aiuta a prevenire eventuali rischi. Non è che sia impaziente, ma non tollera chi è troppo lento o tergiversa troppo, e ancor meno chi è approssimativo e superficiale. La sua insofferenza può trasformarsi in presunzione, saccenza e, di fatto, in arroganza, anche se tiene tutto dentro di sè.  Sa afferrare al volo le opportunità. Tende a voler primeggiare, ma non è portato per il comando, anche perché alcuni favoritismi che egli pratica verso taluni a scapito di altri, e le simpatie o antipatie a cui è soggetto, e che comunque trapelano all’esterno (scrittura comunque spontanea), creano disagio nell’ambiente e possibili scontenti. In ogni caso, la sua laconicità espressiva e la ridotta esteriorizzazione del proprio reale giudizio e sentire, a volte interessato, lo aiutano a ridurre i danni delle sue parzialità, della sua selettività. Ha delle difficoltà a collaborare in un gruppo di lavoro, in una equipe, perché tende un po’ ad imporre i propri metodi di lavoro nei fatti, ritenendoli i migliori. Usa l’arma della persuasione argomentata, della raffinatezza, teorizza: anche se è avaro di parole riesce ad essere molto efficace (parca, assenza di ricci, attaccata, minuta)

Potenzialità:

se la forte emotività, che è la sua debolezza di carattere, fosse di livello inferiore egli sarebbe un ottimo diagnostico, sia in campo medico che in campo psicologico. Invece punta inconsapevolmente molto di più sulla carriera sociale, sulla propria affermazione, anche per vanità intellettiva, e perde un po’ di vista l’uomo. Il raggiungere i propri scopi si trasforma per lui in una questione di sopravvivenza. Il problema è generato proprio dall’ambizione, dal suo senso di superiorità intellettiva, dalla arrogante superbia (dritta, intozzata 1°, minuta, flessuosa).

Affettivamente: la sua complicatezza, le sue pretese, la selettività, ed anche l’incomunicabilità dei sentimenti e delle emozioni (parca) non gli permettono di vivere serenamente i rapporti affettivi, nella loro naturale evoluzione.

Professionalmente: Non è portato all’insegnamento: non ha la dovuta calma interiore per trasmettere le conoscenze, perché prevale il suo protagonismo. Comunque competente in più settori, ha delle soluzioni originali e inedite.

Attitudini

Ama le teorie. E’ portato per ogni tipo di studio e mansione che necessita di concentrazione, metodo, capacità riflessive ma al tempo stesso presenza di spirito. In prevalenza è portato per attività di tipo scientifico.

Conclusione:

Una personalità indubbiamente complicata, difficile anche da illustrare, perché fuori dalle regole e distinta in modo spiccato dalla media delle persone del suo tempo.. Non è certamente un gregario, ma ha spirito di indipendenza. Un ‘lupo solitario’, lo definirei. Davvero di intelligenza superiore alla media. Credo che il suo interesse per l’esperanto fosse proprio l’originalità e la logicità che contraddistinguono la lingua, per come essa è strutturata grammaticalmente e ideata, ma che non ne abbia assimilato lo spirito umanitario che essa implica (quello dell’unificazione dei popoli attraverso una lingua comune, la ‘interna ideo’). Quindi, senza remore, egli ha potuto tranquillamente uscire dal movimento esperantista, pur avendo regalato ad esso molte delle sue capacità personali.

Il suo marcato amor proprio, l’orgoglio (che non sempre è un buon consigliere) e la vanità intellettiva lo portano a non accettare alcuna umiliazione o sconfitta, non ammette fallimenti personali, per cui – avveduto come è – si ritira prima del tracollo. Usa l’ironia come arma difensiva, ma l’ironia non viene sempre apprezzata, soprattutto quando è efficace nel ferire e colpisce veramente la suscettibilità altrui.

 

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  1. Kabe è il suo pseudonimo, costituito dall’unione delle prime due lettere del nome e cognome. Nel tempo, in ambiente esperantista, è stato creato un nuovo termine che fa chiaramente riferimento a Kabe: ‘kabei’- che è entrato di moda per definire una persona che, pur avendo dato tanto all’esperantismo, improvvisamente e completamente abbandona il movimento (un po’ come ha fatto appunto Kazimierz Bein). Questa è ‘Storia’.
  2. Per dare un esempio di cosa intendo dire con questi ‘giochi di equilibrio’ spontanei, e riscontrabili nella scrittura di Kabe, e stando agli insegnamenti del Moretti (caposcuola della grafologia italiana), provo a  descrivere alcuni intrecci grafo-psicologici tra alcuni dei segni presenti: slanciata, 6 / angoli B, 6 /  apertura a capo A-O, 5-6 / intozzata 2° modo, 5-6 che è già un grado elevato / intozzata 1° m, 10 irregolare / Larga tra lettere, 8 : Slanciata [segno di apertura] può distrarre angoli B [segno di chiusura]   /    Ang. B [tenacia] viene rafforzato da intozz. 2° m [emotività].    /   Ang. B [tenacia] viene rafforzato ancora di più da intozz. 1° m [segno volitivo di dominio]   /     Larga Tra Lettere [segno di generosità nel giudizio] riduce ang. B [segno di maggiore avarizia]   /   Ang. B [tenacia] viene moderato da apertura A-O [segno di influenzabilità].
    Credo di avere reso abbastanza l’idea….

la versione in esperanto segue

la esperanta versio postvenas

foto-di-kabe-retro-cartolina-post-del-16-1-i-1908-a-cart

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