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E’ nato tutto da questo…

Il fatto:  http://www.ilmessaggero.it/primopiano/scuola_e_universita/lettera_professori_giovani_scrivere-2238656.html

° ° °

600 docenti italiani (professori universitari dunque) hanno fatto un appello allo Stato chiedendo di salvare la lingua italiana. Perché “salvare” ? Perché si sono accorti, finalmente, che è urgente porre nuovamente al centro della didattica le competenze linguistiche di base: l’italiano; perché pochissimi ragazzi, anche se frequentano l’Università, sanno scrivere o parlare correttamente l’italiano. Ci sono grosse carenze nella loro conoscenza della sintassi e della grammatica, e il loro bagaglio lessicale è assai ridotto.


Ogni idioma ha la sua storia; mi soffermerò su quello italiano, perché è la mia lingua, perché proprio in questi giorni se ne parla (vedi il fatto) e, finalmente, si è capito che la lingua italiana è stata per troppo tempo trascurata, anche da coloro che sono preposti all’insegnamento e alla trasmissione delle conoscenze.

Giusto è stato dunque fare l’appello al Presidente del Consiglio, al ministro dell’Istruzione e al Parlamento. La lettera, partita da un gruppo di docenti di Firenze, è stata inviata anche a tutti i docenti di tutta Italia ed ha ottenuto moltissime adesioni, con le firme di esperti, Accademici della Crusca, linguisti, pedagogisti, storici, filosofi, scrittori, matematici, sociologi, storici dell’arte, costituzionalisti, neuropsichiatri infantili ed economisti.

…e un pezzetto di storia:

E’ inevitabile tornare a parlare di Dante Alighieri, pure lui di Firenze, considerato da tutti ‘il padre della lingua italiana’, la cosiddetta ‘lingua volgare’ cioè del popolo (da vulgus, “popolo”). Dovete sapere che nel 1308 egli si era molto impegnato sul piano linguistico, componendo un trattato in latino sulla lingua e lo stile:  il “De vulgari eloquentia“, nel quale passa in revisione i differenti dialetti della lingua italiana, alla ricerca di una ‘lingua perfetta’.

Come si legge sul sito: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=931&biografia=Dante+Alighieri

“   (egli) proclama di non aver trovato «l’odorante pantera dei bestiari» del Medioevo che cercava, ivi compresi il fiorentino e le sue imperfezioni. Pensa di aver captato «l’insaziabile belva in quel volgare che in ogni città esala il suo odore e in nessuna trova la sua tana». Fonda la teoria di una lingua volgare che chiama «illustre», che non può essere uno dei dialetti locali italiani ma una lingua frutto del lavoro di pulizia portato avanti collettivamente dagli scrittori italiani. È il primo manifesto per la creazione di una lingua letteraria nazionale italiana.   ”     [Dante, per questo, potrebbe essere considerato anche un linguista]

Dopo di allora la lingua italiana ne ha fatta di strada e Dante, con la sua opera più importante: La Divina Commedia, oltre ad avere dato impulso allo sviluppo di uno stile linguistico non solo letterario italiano, è entrato a far parte della Storia della letteratura italiana (De Sanctis), è stato apprezzato da diversi studiosi e letterati italiani e alla fine – grazie anche a diverse iniziative incominciate nel XX secolo allo scopo di farlo conoscere  – è entrato a far parte della cultura di massa. La Divina Commedia, per il suo valore artistico e morale, è stata tradotta in diverse lingue, apprezzata anche ultimamente da papa Francesco per i valori soteriologici (religiosi e correlati alla salvezza cristiana) in essa impliciti ed espliciti.

(da wikipedia): Grazie alla televisione, la diffusione dell’opera di Dante raggiunse un pubblico sempre più ampio: Vittorio Gassman, Vittorio Sermonti e Roberto Benigni recitarono i versi della Commedia in manifestazioni pubbliche. Nel resto del mondo, invece, Dante ha ispirato la realizzazione di alcuni film (quali Seven) e di alcuni manga giapponesi (come le opere di Gō Nagai) e videogiochi (tra cui Dante’s Inferno).

      La Divina Commedia è in rete, è completa, e si trova qui:

http://www.mediasoft.it/dante/

(per gli interessati)

° ° °

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