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attuali componenti Commissione Europea – fonte: https://ec.europa.eu

SPEECH IN THE GERMAN ESPERANTO CONFERENCE – FREIBURG, GERMANY – 3 JUNE 2017

anglan version de la supra artikolo vi povas trovi ĉi tie:

https://ec.europa.eu/commission/commissioners/2014-2019/andriukaitis/announcements/speech-german-esperanto-conference-freiburg-germany-3-june-2017_en

 

 

ENGLISH VERSION

Zamenhof – human rights pioneer

I wish to thank this joint conference of the European Esperanto Union and the German Esperanto Association for the invitation to participate.

This year we commemorate the 100th centenary of the death of Dr Ludwig Zamenhof, thinker, poet and visionary, the initiator of Esperanto, who was recognised by UNESCO in 1959 as “one of the great personalities of humanity”. Esperanto is now 130 years old and in daily use in over 120 countries, and there are some 1,500 streets throughout the world called “Esperanto” or “Zamenhof”.  As a Lithuanian, a medical doctor like Dr Zamenhof, and as a speaker of Esperanto, it gives me great pleasure to speak here.

Umberto Eco once wrote:

“People still see Esperanto as the proposal of an instrument. They know nothing of the ideal which brings it to life. It is the biography of Zamenhof, however, that enchanted me. We need to make that aspect better known.”

I would like to speak on a number of aspects of the life and works of Zamenhof.   …………..

……………


La aŭtoro de la parolado estas Vytenis Andriukaitis,
kiu estas litovdevena, membro de Eŭropa Komisio (EK),
kaj ankaŭ esperantisto.

La esperanta versio troveblas same ĉe la supre-indikita angla retejo de “European Commission”.
Por la italoj, sube, mi konigas al vi la rilatan tekston tradukitan el la angla al la itala lingvo de alia tre aktiva esperantisto: Antonio De Salvo:


Risultati immagini per vytenis andriukaitis commissioner

Vytenis ANDRIUKAITIS     –       EU Commissioner for Health & Food Safety


 

L’autore del discorso è Vytenis Andriukaitis,
lituano, membro della Commissione Europea ,
e anche esperantista.

La versione in esperanto pure si trova nel sito in  inglese, sopra indicato, della “European Commission”:   https://ec.europa.eu/commission/commissioners/2014-2019/andriukaitis/announcements/speech-german-esperanto-conference-freiburg-germany-3-june-2017_en

Sotto, vi segnalo il corrispondente testo tradotto in italiano da un altro attivissimo esperantista, Antonio De Salvo.

 

ZAMENHOF

PIONIERE DEI DIRITTI UMANI

 

 

Desidero ringraziare questa conferenza comune dell’Unione Esperantista Europea e dell’Associazione Esperantista Tedesca per l’invito a partecipare.

Quest’anno commemoriamo il 100° anniversario della morte del Dottor Ludovico Zamenhof, pensatore, poeta e veggente, iniziatore dell’Esperanto, che nel 1959 è stato riconosciuto dall’UNESCO “una delle grandi personalità dell’umanità”. L’Esperanto adesso ha 130 anni, è usato ogni giorno in più di 120 Paesi, e nel mondo ci sono più di 1.500 strade che si chiamano “Esperanto” oppure “Zamenhof”. In quanto lituano, medico come il Dottor Zamenhof, e conoscitore dell’Esperanto, è per me un grande piacere parlare qui.

Umberto Eco una volta ha scritto: “Gli uomini percepiscono sempre l’Esperanto come la proposta di uno strumento. Non sanno nulla dell’ideale che lo anima. Però è stata la biografia di Zamenhof che mi ha affascinato. Bisogna che questo aspetto sia meglio conosciuto”.

Vorrei parlare di alcuni aspetti della vita e delle opere di Zamenhof. Era un apprezzato medico oculista, che curava i poveri gratis quando non avevano denaro per pagarlo. È un fatto che egli ha dato inizio alla sola lingua vivente di cui si conoscano data e luogo di nascita, il 26 luglio 1887 a Varsavia, soprattutto da parte degli esperantisti. Spesso si dimentica che nella storia ci sono stati più di 900 tentativi di creare una lingua comune per l’umanità, tutti hanno fallito tranne quello di Zamenhof! Tuttavia, il mio tema principale oggi è piuttosto quello che Zamenhof ha conseguito come pioniere dei diritti umani ed appassionato difensore della pace, il più fondamentale dei diritti umani. Per capire il contributo di Zamenhof in questo campo, è il caso di dire qualche parola sulle circostanze storiche nel 19° secolo nella parte di Europa da cui proveniva.

Zamenhof era ebreo, e nacque a Białystok il 15 dicembre 1859. Białystok adesso è nella Polonia orientale, ma allora si trovava nella provincia lituana dell’Impero Russo. I suoi legami con la Lituania sono molti, tra l’altro sposò una ragazza di Kaunas, Klara Zilbernik. Durante la giovinezza di Zamenhof, Białystok era una città di 30.000 abitanti ed era molto plurilingue: il russo, il tedesco, il polacco, il belorusso, anche il lituano si udiva nelle sue strade. La lingua maggioritaria ero lo jiddish, perché quasi due terzi della popolazione di Białystok dell’epoca erano ebrei. Zamenhof fu colpito dalla mancanza di comprensione, che causava una costante ostilità e conflitti tra le comunità linguistiche. A volte quei conflitti erano violenti. Non capivano la lingua del vicino. Perciò Zamenhof sentì che il primo passo per la riconciliazione e la pace sarebbe stato quello di fornire loro un mezzo di comunicazione – una lingua molto facile da imparare, in cui tutti potessero incontrarsi come uguali ed in cui i più forti non imponessero la propria lingua agli altri.

L’ispirazione fondamentale del lavoro di una vita di Zamenhof fu quella di sostituire il conflitto e la guerra con la pace, l’armonia e la collaborazione. La lingua a cui egli diede inizio, l’Esperanto, era soltanto uno strumento, anche se uno strumento importante, per raggiungere quello scopo. Nel 1915 Zamenhof pubblicò il suo Appello ai Diplomatici, in cui elaborò alcuni principii affinché la pace che sarebbe seguita alla Prima guerra mondiale non fosse soltanto un armistizio, ma una pace duratura. Due principii sono particolarmente importanti: l’uguaglianza, o parità di stima, di tutti i Paesi e dei gruppi etnici all’interno di ogni Paese; e un appello per l’istituzione degli Stati Unti d’Europa, che avrebbero dovuto avere una Corte Europea sovranazionale, per garantire che tutti i governi nazionali e tutti i cittadini rispettassero le regole concordate. Ecco le motivazioni nelle parole stesse di Zamenhof

Ricordate, ricordate, ricordate che l’unico modo per raggiungere questa pace è: eliminare una volta per tutte la causa principale delle guerre, il barbaro residuo del tempo più antico precedente alla civiltà, il predominio di alcuni popoli su altri popoli.

In un senso molto reale, il lungimirante Zamenhof prevedeva l’Unione Europea, più di 40 anni prima dell’inizio dell’integrazione europea. Tragicamente, l’Europa dovette subire un’altra guerra mondiale, molto più terribile della precedente, prima che la maggioranza finalmente capisse che è necessario un codice di comportamento obbligatorio per legge tra le nazioni e tra gli individui, e che una illimitata sovranità conduce inevitabilmente alla guerra. Zamenhof previde chiaramente questo nel suo Appello ai Diplomatici, ma i suoi avvertimenti furono ignorati.

I critici di Zamenhof a volte affermano che era antipatriottico e voleva sostituire le nazioni con una umanità amorfa e priva di tradizioni. In realtà egli distinse chiaramente il patriottismo – l’amore al proprio Paese – dallo sciovinismo – il disprezzo e addirittura l’odio per gli altri Paesi. Lodò il primo, scrivendo poeticamente della “mia cara Lituania”; ma – lui in genere così mite – condannò energicamente il secondo:

Maledetto, mille volte maledetto, l’odio tra i popoli.

Il poeta scozzese William Auld ha basato il suo lungo poema in Esperanto “La Infana Raso” (La razza bambina) sull’idea che la maggior parte dei conflitti e delle guerre attuali dimostra che l’umanità si comporta come un bambino di due anni, che insiste sui propri interessi ma ignora gli interessi degli altri. Chiunque abbia avuto figli conosce l’enorme evoluzione del loro comportamento tra i 2 e i 3 anni. A livello del genere umano, tuttavia, è chiaro che gran parte di quell’evoluzione ancora non c’è stata. Zamenhof capì che, se la pace deve essere duratura, deve basarsi sulla lealtà e sulla giustizia. Vide chiaramente che l’ingiustizia conduce al risentimento, che prima o poi sfocia in un conflitto. L’idea di giustizia si estendeva alla giustizia linguistica, ed in questo senso era molto più moderno della nostra attuale società. Zamenhof vide che l’uso di una qualsiasi lingua etnica come “lingua franca” – sia essa l’inglese, il francese, il tedesco o il cinese –  comporta privilegi immeritati ed a vita per coloro che parlano quella lingua dalla nascita, e mette la maggioranza dell’umanità in una posizione di svantaggio ingiusta ed a vita.

In questo senso Zamenhof precorre i tempi. Anche oggi, 100 anni dopo la sua morte, gran parte dell’umanità ancora non ha capito queste idee radicali. Egli sottolineò la fondamentale unità del genere umano. Le sue idee comprendevano anche la sfera religiosa, nella quale egli propose che ovviamente tutti hanno diritto di credere o non credere, e che tutte le religioni hanno il diritto di conservare tutte le particolarità delle loro dottrine, ma che sarebbe meglio per l’umanità se le religioni mettessero in evidenza più quello che le unisce che quello che le divide.

Finisco con alcuni versi della famosa poesia di Zamenhof “Preĝo sub la verda standardo” (Preghiera sotto il verde vessillo), che esprime bene l’ideale che ha animato l’Esperanto ed ha contribuito a favorirne la diffusione in ogni parte del mondo per cinque generazioni. Nel primo Congresso di Esperanto a Boulogne-sur-Mer nel 1905 questo fu l’elemento più controverso del discorso di Zamenhof. Gli Esperantisti francesi, che avevano timore dell’antisemitismo dopo l’Affare Dreyfus, insistettero affinché Zamenhof tralasciasse l’ultima strofa, ed in particolare questi versi:

Kristanoj, hebreoj aŭ mahometanoj

ni ĉiuj de Di’ estas filoj

(Cristiani, ebrei o maomettani,

siamo tutti figli di Dio).

Zamenhof acconsentì a non leggere quella strofa, contro il suo migliore giudizio. Attualmente, dopo 112 anni, l’appello di Zamenhof all’unità ed alla pace tra cristiani, ebrei ed islamici, tra uomini di tutte le religioni e di nessuna religione, rimane più importante che mai.

Possiamo trarre grande vantaggio dallo studio delle opere di Zamenhof, non solo sull’Esperanto, ma soprattutto sul profondo cambiamento della condotta umana che riteneva necessario per garantire che le nazioni vivano in pace. Come Commissario Europeo per la Salute, ho il piacere di essere con voi oggi per onorare questo grande uomo, e per dedicarci ancora agli ideali di pace e di giustizia per i quali è vissuto.

Traduzione dall’inglese

di Antonio De Salvo

 

 

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